OndaRock



  1. Insieme Sonoro 109 (Parte 1)
  2. Insieme Sonoro 109 (Parte 2)
  3. Insieme Sonoro 109 (Parte 3)

 

ANGELO PETRONELLA

Rimandi E Scoperte
(Die Schachtel) 2010
elettroacustica
"Si nasce in un luogo e quel luogo diventa orientamento. Una mappa di strutture, proporzioni, rapporti di pieni e vuoti. Nel mio luogo c'è un arco, ingresso e ostacolo del flusso, passaggio e muro, C'e spazio tra le cose - separazione - e un bisturi di luce che ne incide i contorni. Nel mio luogo la luce è violenta e precisa: taglia, isola e confonde. Ogni cosa è sola, contenuta nel suo bordo, ritagliata, e lo sguardo canta le cesure, come una storia narrata una sillaba per volta".

Queste parole scolpite nel libretto di "Rimandi e Scoperte" - secondo lavoro su Die Schachtel dopo "Sintesi Da Un Diario" del 2006 - rendono l'idea della concezione del suono di Angelo Petronella, basata sull'estrinsecazione di quel rapporto simbiotico che s'instaura tra i suoni d'ambiente e gli spazi da essi descritti. Nulla di nuovo certo, se si pensa che gran parte della sound art di questi anni si è orientata proprio verso lo studio della componente spaziale di suoni, tuttavia in queste tre lunghe tracce si percepisce un'aria di tensione e scoperta, di qualcosa in costante divenire che fa di ogni nota un aleph allucinatorio in grado di schiudere una miriadi di sensazioni, spesso anche piuttosto contrastanti.

La prima traccia si snoda con un incedere meditativo, sembra quasi da un momento altro debba succedere qualcosa, e invece sta proprio nell'attesa il senso del suo fluire. La seconda traccia s'inerpica su percorsi più accidentati, seppur estremamente freddi e scostanti, vicini al Nurse With Wound di "Soliloquy For Lilith".
Nella terza composizione finalmente lo spazio si schiude al suono fino ad accoglierlo in un abbraccio inscindibile. Un incastro di frequenze e toni, una selva oscura di armonie celestiali e oscure al contempo conduce il suono verso il dominio delle emozioni (almeno nella parte iniziale), per poi precipitare in una pozza di isolazionismo radioattivo.

Tutto qui e le parole sono persino troppo, questa musica parla da sola, più che sentirla basta riuscirne a percepire i contorni e le cesure, i centri e le periferie, oppure lasciarsi travolgere dal flusso e perdere l'orientamento. Impagabile il lavoro di Die Schachtel per quanto concerne artwork e confezione, al solito estremamente sinestetiche.

(26/07/2010)