OndaRock



  1. Chapter 1
  2. Chapter 2
  3. Chapter 3
  4. Chapter 4
  5. Chapter 5



THEAWAYTEAM

Relax&sleep
(Sturmundrugs) 2011
hypnagogic

Il sospetto è che il suono/immaginario ipnagogico lungi dall'essere legato al trend di un momento - per di più derivante un'invenzione giornalistica - stia al contrario permeando le fondamenta della cultura underground. La considerazione è d'obbligo vista non solo la gran quantità di materiale in uscita che si fregia dell'etichetta "hypnagogic-qualcosa", ma considerato anche  il fatto che generi e sottogeneri più o meno formalizzati (techno, ambient, drone,) ne stanno utilizzando il lessico al fine di partorire creature meticcie se non interessanti quantomeno curiose.

Il progetto Thewayteam si inserisce pienamente nel flusso ipnagogico sfruttando al meglio le condizioni di partenza dell'immaginario, e lo fa mettendo su un pastiche audio-video fatto di musiche al solito retrofuturiste ed immagini vividissime nella loro condizione di offuscamento congenito. Gli stati di coscienza alterati indotti da questa psichedelica del tremila sono il frutto della ricontestualizzazione di forme (frammenti di vecchie pubblicità, rumori e interferenze, colori da monoscopio RAI, ecc.) e suoni apparentemente datati, in un discorso audio/musicale che è meta-riflessione, vertigine passatista, ombra di un passato che forse al tempo non era così palesemente plastificato. Da qui l'esigenza di un matching tra il discorso ipnagogico e quello hauntologico che ha necessità di darsi nel momento in cui viene da chiedersi se gli anni Ottanta siano riesumati non già secondo il logos del ricordo offuscato, quanto secondo la creazione di un ricordo parallelo, di un "what if" percettivo.

Discorso da farsi a maggior ragione se, com'è nei fatti, molti protagonisti della generazione ipnagogica gli anni Ottanta non li hanno vissuti se non nei memorabilia,  facendo quindi leva su una percezione inevitabilmente mediata. E "Relax&Sleep"  - per inciso, un viaggio godibilissimo e finanche suggestivo - potrebbe essere l'oggetto ideale per avviare questa riflessione, visto che l'affastellamento zuccheroso di immagini e suoni crea nuove associazioni senso, stranianti se non proprio estranee persino per chi tre decenni fa era in grado di intendere e di volere.

(07/09/2011)