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2012 (Boombica) | alt-pop-rock

Visto l’evidente sovraffollamento del mercato musicale attuale, è già un atto di coraggio il solo fatto di realizzare un disco in grado di iniziare a lasciare qualcosa all’ascoltatore dopo non meno di tre passaggi e che ne necessita almeno cinque per essere apprezzato in tutto il proprio valore. Risulta ancora più audace, poi, tentare un’operazione del genere al secondo disco e dopo che il primo era invece un perfetto esempio di immediatezza. Chi si approccia a questo nuovo lavoro dei Thegiornalisti, infatti, non può che avere in mente quanto i brani dell’esordio "Vol. 1" riuscissero a catturare all’istante e si troverà senz’altro spiazzato di fronte a canzoni che, di primo acchito, appaiono sfocate e prive di mordente.

Difficile pensare che il quartetto romano abbia volutamente creato un disco meno immediato del precedente; più probabilmente questo effetto collaterale è una mera conseguenza della maggior capacità di far interagire insieme le due coppie di riferimenti già alla base del debutto, ovvero Lucio Battisti ed Edoardo Bennato da una parte e Strokes e Libertines dall’altra.
Nel senso che, se prima c’era una certa prevalenza delle vibrazioni positive date dalla parte moderna e internazionale delle influenze, qui il bilanciamento è più equilibrato; e non si sta dicendo che Battisti e Bennato siano un ascolto meno facile rispetto a Casablancas e Doherty/Barat, ma la parte italiana di quanto la band prende come ispirazione è senz’altro più scontrosa e meno accomodante. Aggiungiamoci poi che, giustamente, anche i testi vanno di pari passo con questo mood, più orientato verso le tensioni e le insicurezze, ed ecco una serie di canzoni che sembrano rivolgersi a noi utilizzando uno dei passaggi più efficaci proprio di una di esse, ovvero “il moto stanco di chi ciondola al cesso, me ne sbatto dell’aspetto che ho allo specchio. Per farti d’autista questo look a me basta, tanto è giusto per un tratto di strada in terza” (da “Guido Così”).

E, con l’aumento del numero degli ascolti, viene invece naturale sbattersene della prima impressione, e si comincia a entrare nel cuore di queste canzoni, fatto di idee melodiche non semplici, ma di grande qualità, di una parte strumentale ancora più dinamica che in passato, di un timbro vocale dotato anch’esso di una maggior versatilità e tremendamente espressivo e di testi che raccontano efficacemente non già storie che si sviluppano in un lungo periodo, ma situazioni specifiche che iniziano e finiscono in quel momento.
Ogni brano rappresenta, quindi, una precisa istantanea e se le parole ne mostrano il lato più visibile, la voce, il suono e le melodie concorrono a dare calore e autenticità a ogni scatto. “Il Tradimento” ci mostra quanto possa avere effetti devastanti la fragilità umana, che spinge gli insicuri a credere che sia necessario trasgredire per sentirsi vivi; “Pioggia Nel Cuore” ci fa sorprendere a ricordare come le manifestazioni esteriori di ciò che ci circonda rispecchino appieno il nostro stato d’animo; la citata “Guido Così” ci dipinge mentre mostriamo di fregarcene di certe persone a tal punto da lasciarci sfruttare da loro per ostentare il nostro disinteresse, ma quando siamo da soli ammettiamo a noi stessi che la realtà è ben diversa.

E si potrebbe continuare così per le altre canzoni, perché ognuna di esse è una fotografia perfettamente a fuoco e ricavata dallo sviluppo in camera oscura di un rullino tradizionale - altro che i filtri di Instagram.
Siamo, quindi, di fronte a un gruppo cresciuto e a un disco adulto e consapevole di non essere fatto per piacere a tutti, ma di poter essere apprezzato facilmente da chi vi si accosterà con il giusto approccio, che è quello di dimenticarsi della frenesia usa e getta che contraddistingue un po’ tutta la vita moderna, non solo il mercato musicale. Loro stessi, in un altro brano, “Diamo Tempo Al Tempo”, ci dicono “diamo tempo al tempo e a chi non ce l’ha” e qui aggiungiamo che chi il tempo ce l’ha, o comunque vorrà trovarlo, non potrà che apprezzare questo lavoro.

(30/09/2012)



  • Tracklist
  1. La Tua Pelle È Una Bottiglia Che Parla E Se Non Parla Vado Fuori Di Me
  2. Il Tradimento
  3. Pioggia Nel Cuore
  4. Una Domenica Fuori Porta
  5. Diamo Tempo Al Tempo
  6. Guido Così
  7. Cinema
  8. Vecchio
  9. I Gatti
  10. Bere
  11. E Che Ci Vuoi Fare
  12. Nato Con Te
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