Dead Ghosts

Can't Get No

2013 (Burger) | garage-rock, lo-fi

Nel gustoso calderone intitolato “Un Mondo di Canzonette”, ultimo volume in uscita per la serie di raccolte Ondadrops, uno dei nomi di punta era senza dubbio quello dei canadesi Dead Ghosts. Tra le tante band di questo o quel continente che hanno offerto una loro canzone per l’entusiastica compilation di cui sopra, il quartetto di Vancouver rappresenta con ogni probabilità quella che nel corso del 2013 ha pubblicato il miglior album, il secondo di una carriera ancora ai primi fuochi, ovvero il crepitante “Can’t Get No”.
A presentarlo come meglio non si potrebbe è, proprio in apertura, il brano che gli presta anche il titolo, una bella miscela di power-pop e garage-punk in confezione povera se non poverissima, ma con chitarre e voce all’altezza. Il songwriting è per forza di cose elementare ma di grande impatto, davvero tutt’altro che banale, e anche la verve dei ragazzi americani non lascia indifferenti. Non occorrono elucubrazioni chissà quanto lambiccate per realizzare che questa dei Dead Ghosts è proprio la musica garage al suo meglio: onesta, arruffona, grezza all’ennesima potenza e dannatamente esplosiva, sporca e contagiosa anche senza particolari vezzi, senza sovrastrutture e artifici insinceri.

Il cantante Bryan Nicol si rivela un frontman decisamente in parte. Crudo e carico come il genere richiede anche se penalizzato dalla bassa fedeltà delle registrazioni, cliché adottato senza timori. La qualità di una scrittura brillante e senza fronzoli, oltre alla spiccata propensione revivalista (che omaggia Roky Erickson e gli albori del rock psichedelico statunitense), alla fine della fiera pagano eccome, visto che l’indole rumorista non può nulla sulle mirabili linee di chitarra, tagliate con l’accetta e affogate senza effetti collaterali in una gracchiante pozza lo-fi.
Alcuni episodi meriterebbero di essere portati a esempio per il loro innegabile valore paradigmatico: “Cold Stare”, per dire, incarna alla perfezione l’essenza del ruvido romanticismo nella versione 2013 dei laidi cultori del garage-rock: rauco, scoppiettante, irriducibilmente passatista e sommerso per necessità da un marasma di feedback bollenti. Non è da meno la languida gemma retrò che chiude il disco (“I Sleep Alone”) nel solco della medesima purezza, con la grana vintage del loro sound volutamente sovraesposta e un hammond pressoché irriconoscibile. Pestoni e rombanti ma ben più smaliziati nell’abbiccì di quanto si sarebbe indotti a sospettare: al di là della vistosa noncuranza, nei Dead Ghosts non c’è approssimazione bensì dimestichezza con i rudimenti brutalizzati di uno stile che rimane pur sempre ben visibile.

Oltreché un esplicito tributo, “Roky Said” è l’emblema della filosofia espressiva poc’anzi esposta, uno di quei pezzi filologicamente ineccepibili eccetto che per la straniante deformazione adottata sul piano formale: un jangle schietto e squillante virato al rancido, ma ancora in grado di effondere le sue sensazionali essenze acide. Il singolo “Summer With Phil” è invece uno dei passaggi più orientati a una psichedelia slabbrata, insaporita da suggestioni western (fuori dall’ambito di riferimento vengono in mente i migliori Coral) e presentata nel suo bel vestitino sixties lercio; un po’ come la strumentale torva “The Swamp Rumble”, che addensa nuove e più minacciose sensazioni strizzando l’occhio al cinema d’exploitation di Robert Rodriguez.
Fino alla fine non viene allentato il guinzaglio ai feroci distorsori e il sadismo produttivo si conferma una delle perle dell’album, una sorta di dazio richiesto agli ascoltatori che si mostrino davvero liberi da pregiudizi. Non mancano, infine, un paio di ballate garage-blues guidate da un pianoforte alticcio, con tanto di adeguata, pidocchiosa, atmosfera da atroce saloon.

Audaci, sgraziati e godibilissimi, i Dead Ghosts fanno centro senza voler sembrare a tutti i costi qualcun altro e senza fossilizzarsi su un solo standard, riproposto poi fino alla nausea.
E’ la seconda volta che vi proponiamo il loro nome e siamo convinti che non sarà l’ultima.

(10/09/2013)

  • Tracklist
  1. Can’t Get No
  2. That Old Feeling
  3. Summer with Phil
  4. Cold Stare
  5. I Want You Back
  6. Roky Said
  7. On Your Own
  8. You Don’t Belong
  9. B.A.D. LUV
  10. The Swamp Rumble
  11. Hangin’ (In the Alley)
  12. I Sleep Alone


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