Proctors

Everlasting Light

2013 (Shelflife Records) | jangle-pop, indie-pop

Forse qualcuno dubita ancora della capacità della piccola Shelflife di soddisfare il gusto musicale, estetico e la voglia di romanticismo degli appassionati di indie-pop, di installarsi nello stesso angolo di paradiso ove sono adagiate svariate piccole grandi etichette del passato. A quei pochi andrebbe fatta ascoltare "Trouble With Forever" dei Proctors, possibilmente una domenica pomeriggio con il cielo plumbeo. Eccola qui la quintessenza del guitar-pop, serafica, riservata e sorniona. E sempre a costoro basterebbero anche pochi secondi per inquadrare le coordinate stilistiche dei Proctors, storico gruppo inglese che nel 1995 rilasciò il suo esordio "Pinstripes & Englishmen" sulla Sunday Records. Li ritroviamo ora con qualche anno in più e questo nuovo "Everlasting Light" che vede in cabina di regia il fidato produttore Ian Catt (Saint Etienne, Field Mice) e una guest star d'eccezione come Tery Bickers (House of Love) a prestare il suo inconfondibile tocco alla chitarra.

E nonostante i quasi vent'anni passati è inimmaginabile come gli ingredienti siano ancora così freschi, ancora in grado di amalgamarsi per stare al passo coi tempi (lentissimi) dell'indie-pop. Eppure eccoli tutti: quella malinconia senza nome, le chitarrine tristi, melodie dolceamare, il sapore dei giorni di pioggia, la condizione transitoria della felicità. I Proctors hanno, senza che ve ne sia il bisogno, quella mestizia decadente e un po' tenera di chi non ha molto da chiedere al mondo, un'anima calda e irrequieta e un fortissimo senso di appartenenza. Quindici indelebili canzoni che fluttuano in una melassa indistinta di chitarre acustiche ora arpeggianti ora pizzicate, timidi tocchi di elettriche e synth, e due voci (una maschile e una femminile) che più che sussurrare di un Eden melodico non sanno né possono fare. Sono lente, sfavillanti cantilene, impreziosite da un gusto pastorale che cade a metà strada fra i Brighter di casa Sarah Records e i Cudgels di cui lo stesso Gavin Priest era chitarrista principale.

Il suono dei Proctors ha il non comune pregio di coniugare la nuda bellezza dei dettagli con l'ampiezza di una visione pop che ha nella semplicità la sua forza. Un'ispirazione così alta che spesso non ha bisogno di imprimere una direzione forzata ai brani: li lascia a galleggiare tra coretti, semplici accordi e l'occasionale punteggio di tastiere, come testimoniano la lacrimante "Perfect World" e la bellezza primitiva di "Ember Days". I Proctors sembra cantino le proprie miserie con voce rotta dall'emozione scegliendo consapevolmente di dare una forte impronta emotiva ai loro pezzi: maneggiano emozioni e le distillano in forma musicale, aiutati da una malinconia da bruma inglese e da un'attitudine melodica cristallina. Difficile citare un pezzo piuttosto che un altro, tanto "Everlasting Lights" appare compatto e parimenti brillante in ogni suo episodio, così come è difficile rimanere inerti all'autunnale immediatezza melodica di "Adrienne" (i primi Field Mice in un sodalizio con i Po!), il placido carillon di "Ambulance" (i Big Red Bus in un party con i Palisades), l'ariosità di "Fun Sunday" (i Biff Bang Pow! a colazione con gli Heavenly), sono tutte piccole gemme atemporali di jangle-pop liquido, dilatato e gentile.

Ancora, attingono alla inesauribile vena pop inglese portando in dote questa significativa sensibilità melodica senza trascurare però di accendere il suono con l'elettricità delle chitarre quando è il caso ("Cellophane"), e di dare un equilibrio tra levità e tristezza, sole e pioggia ("Into The Sun", "Seasons Change"), che guardano dentro alle giornate ed alla fantasia incollate alla bella voce di Margaret. Sono queste canzoni a rendere "Everlasting Light" un album prezioso, del quale - non c'è dubbio - qualcuno si innamorerà in silenzio, e scriverà il perché sul suo diario, e tra dieci anni lo riscriverà ancora in un libro, una rivista, una webzine. È questa la qualità migliore dei Proctors: parlano al cuore, si occupano dell'infinitamente piccolo, e sono una questione personale. "Everlasting Light" è un tesoro adagiato su un fondale che è meglio non esplorare, che è meglio non portare a galla. Proviene da una profondità d'abisso, ma canta della superficie. Proviene dal cielo ma, per timidezza, nasconde la testa sottoterra.

(07/11/2013)



  • Tracklist
  1. Trouble With Forever
  2. Into the Sun
  3. Perfect World
  4. Yesterday's Boy
  5. Fall Down With You
  6. Adrienne
  7. Ambulance
  8. Dream as I Dream
  9. I Need To Tell You
  10. Wishing Well
  11. Season's Change
  12. Fun Sunday
  13. Ember Days
  14. Cellophane (cd bonus track)
  15. All Mornings (cd bonus track)




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