Guignol

Abile Labile

2016 (Atelier Sonique) | songwriter, rock

Passano gli anni e i milanesi Guignol continuano a rinnovare la line-up, ad avere molto meno seguito rispetto a quello che meriterebbero e, per fortuna, a fare bellissimi dischi. Pier Adduce si è trovato ancora a lavorare con un gruppo di musicisti parzialmente nuovo, con il solo batterista rimasto dalla formazione del disco precedente di appena due anni fa, e ancora una volta si è mantenuto fedele alla natura ormai consolidata della propria creatura musicale, andando nel contempo a sperimentare nuove soluzioni.

Stavolta, Adduce ha voluto lasciare quasi completamente agli altri tre la parte musicale, concentrandosi su quella vocale. Essendo i musicisti sempre quattro, ciò significa che l’idea di un suono più essenziale, già messa in pratica con “Ore piccole”, viene ulteriormente enfatizzata, con arrangiamenti asciutti, nei quali ogni linea melodica presente si sente nitidamente, senza che ci sia mai l’impressione di una sovrapposizione o integrazione di suoni. Coerentemente con questa nuova impostazione, si decide di non accelerare mai troppo dal punto di vista ritmico, per far sì che ogni musicista possa dare il proprio tocco di cesello per contribuire a disegnare le atmosfere dei diversi brani, come sempre velate di scuro e legate alle diverse situazioni e ai pensieri a esse conseguenti che caratterizzano la vita di notte.

La varietà comunque non manca, sia dal punto di vista dei tempi che vengono tenuti, sia sotto molti altri aspetti. L’iniziale “L’angolo” è particolarmente quieta con le percussioni in primo piano; “L’uomo senza qualità” e “Piccolo demone” sono i due episodi dalla velocità più elevata e in entrambi si sente molto un basso dal suono piuttosto cupo; “Polvere rossa, labbra nere” vede lo stesso basso con un ruolo che serve più da contraltare alle linee di chitarra che da sostegno ritmico alla batteria; “Rifugio dei peccatori” vede una prima metà con al centro dell’attenzione la chitarra acustica, con diversi altri suoni che entrano progressivamente per sfociare in un’esplosione elettrica nella seconda metà.

I testi confermano anche in quest’occasione di essere tra i maggiori punti di forza nella proposta dei Guignol. Come in passato, molto ruota attorno a ritratti di personaggi ben specifici, in questo caso chiamati per nome più di una volta. “Salvatore Tuttofare” mostra come la necessità di lavorare incessantemente per pagare i debiti possa portare alla rovina prima nervosa e poi fisica; “La coscienza di Ivano” si pone in equilibrio tra una divertita descrizione di un grande amatore e un tocco di satira sociale; “Sora Gemma e il crocifisso” ci porta indietro ai racconti di diversi decenni fa, nei quali la prostituzione era rappresentata come un mestiere che si faceva per scelta e non per costrizione.

I Guignol, in definitiva, fanno ancora una volta centro e si impongono ormai come un nome obbligatorio da ascoltare per chi non ama fermarsi a chi va di moda al momento ma ama ancora cercare per conto proprio cosa c’è in giro.

(29/02/2016)



  • Tracklist
  1. L'angolo
  2. L'uomo senza qualità
  3. Polvere rossa, labbra nere
  4. Piccolo demone
  5. Rifugio dei peccatori
  6. Salvatore tuttofare
  7. La coscienza di Ivano
  8. Il merlo
  9. Sora Gemma e il crocifisso
  10. Luci e sirene
  11. Il cielo su Milano
Guignol su OndaRock
Recensioni

GUIGNOL

Porteremo gli stessi panni

(2018 - Atelier Sonique)
Meno rock e più storytelling nel nuovo lavoro della band milanese

GUIGNOL

Ore Piccole

(2014 - Atelier Sonique)
Al quinto album, la band milanese realizza il suo lavoro più diretto ed esplicito



Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.