Martin Kohlstedt

Tag / Nacht (ristampa)

2017 (Kick The Flame) | modern classical

È una considerazione che ripeto talmente spesso da essermene quasi del tutto convinto – peraltro da non-proprio-musicista quale sono –: il modo migliore per rendere omaggio ai maestri è di studiarli così bene da poterli poi dimenticare, preservandone soltanto l’essenza profonda. Non si può (meglio, non si deve) essere i “nuovi” Chopin, Debussy, Satie, ma in qualche misura nemmeno si può prescindere dalla loro rivoluzione che ancora oggi resiste, ri-esiste nella fiorente generazione modern classical.
Il giovane Martin Kohlstedt, cresciuto nella regione tedesca della Turingia, non è di certo un parvenu estraneo alla tradizione pianistica, ma il pregio inestimabile della sua espressività è quello di rendere pressoché irrintracciabile la fase compositiva che precede l’interpretazione, assecondando lo sviluppo delle melodie senza alcuna forzatura, come se facessero parte di un repertorio intrinseco allo strumento, come se il pianoforte classico fosse di per sé una lingua nativa.

Riediti quest’anno in una release doppia, gli album complementari “Tag” ("giorno") e “Nacht” ("notte") sono stati pubblicati rispettivamente nel 2012 e 2014 dall’etichetta indipendente Kick The Flame. Un dittico che, in attesa dell’annunciato “Ombleh” (in uscita a fine anno), è lecito considerare come il primo tentativo di catturare questo fluire spontaneo di energie, per l’appunto da intendersi non come la rivelazione di un enfant prodige deciso a conquistare premi e platee adoranti, bensì un’assai meno comune empatia tra l’autore/esecutore e il suo tramite, proiezione diretta di un gesto della mente invece che di una tecnica, di un autentico carattere anziché di uno stile, di una “maniera” intesa nel suo senso meno onorevole.

In queste diciotto tracce complessive possiamo illuderci che la “gimnopedia” sia diventata una forma compositiva riconosciuta alla stregua del preludio, dell’étude e della ballata, o che le più delicate meditazioni di Lubomyr Melnyk e Nils Frahm siano già diventate i testi di riferimento per tutti gli epigoni a venire, meritevoli o meno. Possiamo tornare a credere che il minimalismo non sia un rigido schema di ripetizioni su cui appoggiarsi comodamente, semmai uno sguardo puro che ci rende capaci di cogliere la semplice, silenziosa meraviglia di una luce che attraversa una finestra e irradia la nostra piccola porzione di mondo. Possiamo ridisegnare la realtà coi colori pastello di Hayao Miyazaki, raccontare storie dove anche l'amarezza conserva un sapore dolciastro e squisito.

Limpida e imperturbabile, la poetica di Kohlstedt brilla assai più per spontaneità che per un talento manifesto, compiacimento di chi approccia il mondo della musica al pari di un’arena di gladiatori, o di un tendone circense. Nelle musiche di “Tag” e “Nacht” ritroviamo un ritmo equilibrato ma non calcolato, mutevole come le fasi di una vita vissuta senza distrazioni, tutta sentita e mai subìta passivamente, sulla scorta o per colpa di altri. Largo, e onore, al virtuosismo dell’anima.

(27/02/2017)

  • Tracklist

Cd 1 - Tag

  1. ANT
  2. SEN
  3. OLV
  4. HAR
  5. FLI
  6. AUH
  7. ENT
  8. BRU
  9. OMB


Cd 2 - Nacht

  1. LEH
  2. GOL
  3. PHY
  4. EXA
  5. AHR
  6. NIO
  7. VET
  8. ELL
  9. YAL


Martin Kohlstedt on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.