Marvin Gaye

Marvin Gaye

Il principe del soul

di Francesco Serini

Marvin Gaye è stato forse l'artista che meglio ha incarnato l'essenza della soul music. Ovvero l'incontro-scontro tra la pura spiritualità del gospel e la vocazione commerciale dell'industria discografica. Dai trionfi con la Motown al declino degli anni successivi. Fino al tragico epilogo, il giorno del suo 45° compleanno

Profonda fede religiosa e raffinatissima sensibilità furono le molle che spinsero Marvin Perez Gay (la "e" fu poi aggiunta per evitare qualsiasi comprensibile equivoco) a dedicarsi alla musica. Nato a Washington D.C., figlio di un pastore apostolico, durante le sue celebrazioni capì cosa veramente significasse "l'essenziale gioia della musica", come un volta ricordò. Ancora di più di altri giganti del soul, Marvin Gaye è stato forse il più emblematico degli artisti che hanno incarnato l'essenza della soul music. Ovvero l'incontro-scontro tra la pura spiritualità del gospel e la vocazione commerciale dell'industria discografica. Durante la sua vita e la sua carriera, ha sempre cercato la purezza interiore. Di semplici sentimenti prima, come furono le canzoni dei duetti anni Sessanta. Di valori assoluti per l'intera umanità come cantava in "What's Going On". Infine in "Let's Get It On" la purezza del sentimento e il piacere fisico davano vita allo scontro metaforico più sensuale della soul music. Il tutto con una voce che dietro il memorabile falsetto nascondeva il bisogno sofferto di cantare l'amore nei suoi vari aspetti.

Tra i 16 anni e 20 anni, durante i quali entrò anche nell'Esercito Navale statunitense, formò i primi gruppi. Quello pop dei Rainbows prima e quello doo-woop dei Marquees poi. Infine, incontrò Harvy Fuque leader di un gruppo in cerca di una nuova voce, i Moonglows.

Quello che importa fu la profonda amicizia che legò i due e i consigli di Fuque. Tra questi, quello di lasciare il gruppo e di recarsi a Detroit e incidere dei pezzi. Ma ci fu un'altra persona che in questo momento contò tantissimo per la vita e la carriera di Gaye. Anzi due persone. Poco prima di spostarsi a Detroit, Marvin sposò infatti Anna, la sorella di Berry Gordy, fondatore e capo nel 1959 di una nuova casa discografica di musica black, con sede appunto a Detroit: la Motown. Pensata inizialmente da Gordy come laboratorio di artisti geniali piuttosto che "voci" che andassero all'assalto del mercato fonografico, in poco tempo, grazie al successo di vendite impressionanti di artisti come Diana Ross & The Supremes, Martha & The Vandellas, Steve Wonder e Jackson 5, inevitabilmente divenne il punto di riferimento della soul music afroamericana, anche di quella esclusivamente da classifica. E fu a questo punto che nacque l'alternativa Stax con Otis Redding come artista di punta.

I primi lavori per la Motown all'inizio dei Sessanta mostravano già un interprete dalla voce vellutata che incantava con un repertorio pop-romantico di alta fattura. La tecnica vocale del falsetto che lo ha reso immortale non era solo tecnica ma anche un bisogno spirituale per la ricerca di quella "purezza" che non fosse solo vocale ma anche di contenuti. Tra le primissime canzoni si possono ricordare l'influenza swing di "Pride and Joy", quella gospel di "Hitch Hike" e uno dei primi duetti di "Wherever I lay My Hat" con Martha & The Vandellas.

Significativo dell'inevitabile tendenza venale della Motown infatti, fu il progetto di Gordy di lanciare Marvin Gaye come un entertainer alla Nat King Cole. Non solo. Comprendendo la naturale predisposizione di Gaye a interpretare le canzoni d'amore, lo lanciò sempre in coppia con interpreti femminili Motown: oltre Martha, anche Mary Wells, Kim Weston, Diana Ross, ma soprattutto Tammi Terrell. L'intesa tra Terri e Marvin era grandiosa. Gli ultimi anni dei Sessanta furono l'epoca d'oro dei duetti. Tra i duo più importanti del periodo, di sicuro quello di Terri e Marvin era in grado di proporre anche musica di alta qualità. Tra le loro canzoni più famose, diventate dei classici Motown, le quasi omonime "Ain't No Mountain High Enough" e "Ain't Nothing Like The Real Thing". Già in questi duetti molto più rhythm'n'blues che semplicemente soul, emerge quella sofferenza spontanea dei capolavori degli anni Sessanta, sempre però celata dietro l'apparente angelica calma del falsetto. Chiaramente questo cambio non fu improvviso.

Un memorabile anticipo di ciò che saranno le tematiche di "What's Going On" si ha nel 1968, quando Gaye da solo incide quel classico che è "I Heard It Through The Grapevine". Un capolavoro di semplicità. L'uso di percussioni e il clarinetto crearono un sound arcaico, ma allo stesso tempo innovativo per l'epoca. Quello che interessa, tuttavia, è il tema dell'uomo che perde qualsiasi certezza avuta fino ad allora, quando furtivamente sente che la sua ragazza sta pensando di lasciarlo per un altro. Metaforicamente, il tema di un cambiamento in atto nella società che nessuna sa dove porterà.

Alla fine dei Sessanta l'appellativo di "Love Man" che gli fu attribuito cominciava ad andargli stretto. Gaye non poteva più riconoscersi solo nell'interprete raffinato e romantico che fin li aveva incarnato. Il mondo stava cambiando. Periodo hippie. Sessantotto. Vietnam. Marvin era un uomo sensibile e sempre alla ricerca della purezza interiore cosi che il semplice amore di coppia che più volte fin lì aveva cantato diventava adesso amore più complesso. Contribuì alla scelta di abbandonare facili "love-song" anche la morte di Tarrell sopraggiunta improvvisa per un cancro nel 1970. E ancora, la partenza di suo fratello per la guerra in Vietnam.

Come si diceva all'inizio, Gaye è stato anche uno degli artisti che ha dovuto scontrarsi tra le esigenze spirituali personali e quelle più materiali e commerciali. Se ha potuto nei Settanta cambiare completamente registro e tematiche fu solo perché i grandi successi dei Sessanta lo resero ricco e famoso e per questo capace di avere un controllo totale sui propri prodotti. Rimanendo sempre all'interno della Motown, solo Gaye e (in parte) Wonder furono capaci di ciò.

Nel 1971 esce What's Going On , suo assoluto capolavoro nonché manifesto del soul anni Settanta. Ancora prima di "Songs in The Key Of Life" di Wonder, è un'inversione di tendenza nella musica black. Al centro della canzone non è più la gioia di vivere, ma il terrore per un cambiamento troppo violento e repentino. Perché tutto questo? Cosa sta succedendo? ("What's going on") si chiede Gaye senza falsa retorica. E qualsiasi razionale risposta poco riduce il dubbio e l'angoscia. Invece solo la fede religiosa, la spiritualità e quella ricerca della purezza interiore allentano la paura. Il lavoro è pervaso dalla fede religiosa. La canzone "God Is Love" è inequivocabile. Pieno di spunti e ampi riferimenti alle condizioni sociali "deboli": i giovanissimi che saranno grandi del futuro per "Save The Children" o i neri per "Inner City Blues". O ancora l'inquinamento industriale ( una delle prime canzoni dedicate a questo argomento) per "Mercy Mercy Me (The Ecology)". Un album che era ed è ancora oggi all'avanguardia per le tematiche affrontate.

Ma l'esperienza totalizzante di "What's going on" non poteva essere più ripresa. Così Gaye fu quasi costretto a "rigenerarsi" per la parentesi ironica delle liriche per la colonna sonora di "Trouble Man". Infine nel 1973 ecco l'altro classico Let's Get It On. Solo attraverso il piacere fisico sarebbe possibile raggiungere un benessere assoluto. La felicità? Chi può dirlo. Di sicuro, è necessario sottolineare "possibile". Come sempre Marvin Gaye s'interroga. Non è dogmatico. La scalata piacere-spiritualità è possibile? Nonostante le tematiche meno universali, l'inquietudine pervade ancora questo lavoro. Come in una delle più belle canzoni d'amore del re del soul targato Detroit: "Distant Lover". I lavori in studio che d'ora in poi pubblicherà saranno le ideali prosecuzioni di Let's Get It On. I Want You, In Our Lifetime, Midnight Love, per questo motivo sono ancora oggi considerati lavori minori.

Colpisce enormemente in questi album come Gaye avesse indirizzato le sue interpretazioni verso una voluttà soul. Sono dischi carichi come non mai di raffinatissime atmosfere erotiche. Come se l'ex ricercatore della spiritualità più profonda fosse stato costretto a scegliere la sola ricerca di un piacere fisico. Come se avesse rinunciato a ricercare la purezza interiore. Proprio per questo, inquietudine e sofferenza emergono ancora di più in un certo senso. Non sono opere stanche o senili. Chissà continuando la sua ricerca dove adesso sarebbe potuto arrivare.

Purtroppo, però, l'epilogo è triste.

Il 2 aprile del 1984, esattamente il giorno prima del suo 45esimo compleanno, il padre omonimo di Marvin Gaye in seguito ad una lite molto probabilmente per una questione legata all'eredità, sparò uccidendo il figlio. Ma nessuno potrà chiarire le circostanze dell'episodio, visto che anche l'autore di quel folle gesto è morto. Con la morte di Gaye, la musica soul subiva una perdita impossibile da quantificare. E nonostante potesse ancora contare su Stevie Wonder, anche che la Motown lo seguiva inevitabilmente nella tomba.

Marvin Gaye

Il principe del soul

di Francesco Serini

Marvin Gaye è stato forse l'artista che meglio ha incarnato l'essenza della soul music. Ovvero l'incontro-scontro tra la pura spiritualità del gospel e la vocazione commerciale dell'industria discografica. Dai trionfi con la Motown al declino degli anni successivi. Fino al tragico epilogo, il giorno del suo 45° compleanno
Marvin Gaye
Discografia
 The Soulful Moods Of Marvin Gaye (Motown, 1961) 
 Live On Stage (Motown, 1963) 
 When I'm Alone I Cry (Motown, 1964) 
 Together (Motown, 1964) 
 How Sweet It Is To be Loved By You (Motown, 1965) 
 Tribute To The Great Nat King Cole (Motown, 1965) 
 Hello Broadway (Motown, 1965) 
 How Sweet It Is To Be Loved By You (Motown, 1966) 
 Marvin Gaye's Greatest Hits Vol. 2 (Motown, 1967) 
 I Heard It Through The Grapevine (Motown, 1968) 
 In The Groove (Motown, 1968) 
 M.P.G. (Motown, 1969) 
 That's The Way Love Is (Motown, 1969) 
 Greatest Hits (Motown, 1970) 
What's Going On (Motown, 1971) 
 Trouble Man (Motown, 1972) 
 Diana & Marvin (Motown, 1973) 
Let's Get It On (Motown, 1973) 
 Live (Motown, 1974) 
 I Want You (Motown, 1976) 
 Live At The London Palladium (Motown, 1977) 
 Here My Dear (Motown, 1978) 
 In Our Lifetime (Motown, 1981) 
 Midnight Love (Columbia/Legacy, 1982) 
 Dream Of A Lifetime (Columbia, 1985) 
 Romantically Yours (Columbia, 1985) 
 The Last Concert Tour (Dynamic, 1991) 
 Vulnerable (1997) 
 In Concert In The 80's (1998) 
 North American Tour (live, Universal, 2003) 
pietra miliare di OndaRock
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Recensioni

MARVIN GAYE

What's Going On

(1971 - Motown)
Uno dei capisaldi della storia del soul, nonché uno dei primi dischi licenziati dalla Motown

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