Ritorna, dopo quattro anni di silenzio, Serpentina, duo indie-pop di Valencia dei fratelli Paco e María Tamarit. I due riprendono le fila del discorso (amoroso) esattamente ove interrotto, senza curarsi del tempo trascorso.
Dopo l’esordio di culto, furtivo e grazioso, che fu “Blancamañana” (Annika, 2004), ecco un’altra risma di melodie avvenenti, d’aspetto intimo e introverso, come i due sanno ben propiziare.
Primizie arrangiate ad arte, un’arte minimale e accurata, dai toni gentili, ispirata dal modello classico soft-pop di fine 60 (Margo Guryan, Curt Boettcher), tanto quanto dall’intimità e dalla purezza formale d’epoca twee-pop. Per cui, brani succinti o solo accennati avvicendano canzoni più compiute, a suscitare vulnerabilità e senso d’abbandono, sguardi non indulgenti, che sfiorano soltanto, senza impertinenza.
Gli arrangiamenti del nuovo disco, “Planeando en tu azotea”, risultano persino più curati e rigogliosi rispetto a “Blancamañana”, dal quale recupera i suggestivi cori misti, vestendo quanto mai graziose e amabili le armonie.
Se a tratti s’insinua il sospetto che il duo assecondi un pò mimesi e mero gusto del decoro privilegiando le invenzioni formali sul contenuto, la scrittura si mostra avvenente quanto basta da appaiarsi o confondersi col fortunato esordio.
Avviene dunque un piccolo sortilegio, un sottile gioco d’apparenze ed equilibri irradia dal disco, il quale risulta anche il più maturo, vivace e scenografico dei valenciani e infonde un senso di piacere, come un soffio onirico nell’ascoltatore.
D’altro canto, il duo esibisce carte sfavillanti: “Descalzos en el parque”, ad esempio, è sintesi sublime di quest’arte minuziosa e sibillina, zig-zagante come ispira il nome dei valenciani; “Cambio de vida”, col suo infuso di solitudine, o l’incantesimo pop-bossa “Dos o tres meses”, che avrà certo stupito, per affinità elettive, il connazionale patron di Siesta Records, Mateo Guscafre.
Più avanti, su “No sé por qué”, gentili corde acustiche paiono lenire malinconie, o il breviario del pop sempiterno che è “Ven, siéntate”.
Questo bis rilancia senza dubbio i Serpentina tra i più talentuosi indiepopper iberici in attività.
06/06/2008