ANGELICA SAUPREL SCUTTI - Pomeriggi Similabissali

2006 (Point of view)
songwriter

I pomeriggi similabissali sono, molto probabilmente, quelli

in cui Angelica ha dovuto combattere a lungo con la sua anima, nel tentativo di

portare a galla le piccole perle contenute in questo sua opera prima. Un disco

sofferto, sospeso in una terra di mezzo tra nostalgia e speranza, con l’occhio

sempre vigile sulla vita che ci scorre accanto. Un mondo privato, intimo, che

sceglie di darsi, di rivelarsi per visioni successive, disposte come su di un

pentagramma di sfumature mutevoli, evanescenti, disperate.

Un

cantautorato che gioca con l’inquietudine, cammina lungo l’abisso. E le parole…

Le parole sono lame sottili che tagliano la musica in due, con un gioco di

rifrazioni infinite (“Allumettes”). Sono fatte di certezze (poche) e di

ossessioni (fin troppe…), anche se il tessuto è qualche volta riconoscibilissimo

nel suo incedere rockeggiante e tutto sommato poco incisivo, come nel caso di

“Alien Taxi”. Ma è di certo un momento che non riesce a rompere l’incanto, anche

se ha poco da spartire con l’atmosfera generale (come, d’altra parte, quei

profumi tropicali di “Ai Docks”).

Se i paesaggi illimitati di “Par

Avion”, disegnati da una voce che ben conosce il lato dolce eppure terribile

della femminilità, ce ne avevano dato ulteriore conferma, i brividi di “Init”

finiscono per rappresentare vere e proprie incisioni di bisturi sul cuore. Così,

dal canto loro, gli scenari elettroacustici di “E’ Tempo” annunciano una catarsi

irrealizzabile, nel cuore e nell’anima. E, allora, tanto vale dividersi tra Lisa Germano e Cat Power per un po’ di sana malinconia

(“A.M.”), perché alla fine, implacabile, arriva sempre il tempo per l’elegia,

per quel modo straziante e sincero di mettersi a nudo, senza pudore (“Poco

Importante”).

Angelica conosce bene l’arte dell’evocazione. E tale è, in

fondo, la sua musica. Evocazione. Di cose, ricordi, attimi sbiaditi, futuri

possibili, passati inceneriti. E tutto sospeso, tra cielo e terra, come in un

perenne dormiveglia. Ecco perché, allora, anche apparenti filastrocche come

quella di “Penny Arcades” hanno tutta l’aria di essere, per l’appunto,

angeliche. Manca solo il passo decisivo, ma si è sulla strada maestra. Poi,

quando parte la ninnananna di “Guarda; Impara, Ricorda”, riusciamo a capire come

sia possibile distendere la mente dentro un labirinto fatto di sogni. E’ questa,

in fondo, l’arte dei suoni che affrescano il soffitto di un corpo, tradendone la

natura dis-umana e avviando discorsi sul come e il perché. Anche i più banali.

Per il resto, a voler essere più chiari, “Pomeriggi Similabissali” è un

disco che vuole dirci qualcosa di importante; vuole consegnarci qualche segreto

o, comunque, qualche pezzetto di vita vissuta. E davvero non riuscirei a capirvi

se faceste finta di niente, voltandovi dall’altra parte, quasi foste ormai

incapaci di emozioni. Quelle vere…

31/05/2006

Tracklist

  1. 1. Make love with (allumettes Muller Version)
  2. 2. Allumettes
  3. 3. Par Avion
  4. 4. Alien Taxi
  5. 5. Init
  6. 6. E' Tempo
  7. 7. A.M.
  8. 8. Accalappiacani
  9. 9. Poco importante
  10. 10. Penny Arcades
  11. 11. Ai Docks
  12. 12. Guarda; Impara, Ricorda
  13. 13. White-hole hortensia
  14. 14. Alien Taxi (versione strumentale)

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