Faccio sempre fatica ad avvicinarmi a dischi come questi; prima di tutto perché quando si parla di punk e hardcore, mi vengono in mente nomi come
Black Flag,
Hüsker Dü,
Ramones,
Dead Kennedys, Negazione o, al limite, New Bomb Turks, e in secondo luogo perché quando sento parlare di queste nuove leve la maggior parte delle volte rimango poi puntualmente deluso.
"Be Your Own Pet" non è di certo il disco che ha cambiato questa tendenza e, già quando finisce il primo ascolto, prendo a interrogarmi sulle lodi di cui ho sentito parlare, chiedendomi se i miei non siano ascolti viziati da pregiudizi iniziali o dal fatto che non sono abbastanza "giovanile" nell'approccio.
Certo, questi
teenager provenienti da Nashville (uh, notiziona, da quelle parti non suonano solo country…) non mancano di energia, e ci mancherebbe, e nemmeno scarseggia in loro la voglia di fare casino emulando i comportamenti che furono di
Rotten e dei fratelli Ramone, ma se ciò forse basta a essere punk, sicuramente non basta a fare un bell’album.
Analizzando il disco, si scopre che alcuni episodi non sono da buttare, quando i ragazzi si ispirano al "nuovo"
sound dei
White Stripes ("Thresher’s Flail" e "Bunk Truck Skunk") o quando tentano di avvicinarsi a Black Flag ("Stairway To Heaven") e Dead Kennedys ("Love Your Shotgun"), ma molte altre canzoni sono piatte, ripetitive e/o francamente brutte, vedi "Adventure", "Bog" o "October First Account".
Intendiamoci, i ragazzi, come detto, sono giovanissimi (età media 17 anni) e si divertono, possiedono (pare) una gran verve dal vivo e può darsi che per una festa da sbronza e pogo o per le scalmane di qualche ribelle dell’ultim’ora questo disco vada più che bene, ma non riesce a dire nulla di più e probabilmente era tutto quello che voleva il gruppo.
Nulla da biasimare, infatti, per la scatenata Jemina e i suoi amici "Jonas and Nathan and Jamin" che sono sicuramente più veri di
Juliette Lewis, piuttosto qualcosa da dire a chi ha contribuito a creare un hype esagerato intorno a questo disco, monotono e privo di qualsiasi cosa che non sia puro divertimento casinista adolescenziale.