You return to Tiananmen
An eyewitness in a shroud
To see them fall, feel them yield
Relieving the terror of the crowd
Dietro l'andatura avvolgente e le suggestioni orientaleggianti disegnate dalle tastiere, la struggente ballata “The Ghost In You” cela dunque un omaggio ai ragazzi di Piazza Tienanmen, protagonisti della più clamorosa rivolta cinese della storia recente, definitivamente immortalata dall’immagine dell’uomo con in mano due sacchetti di plastica davanti a un carrarmato, scattata il 5 giugno 1989 dal fotografo Jeff Widener. La piazza-simbolo di Pechino fu il fulcro di un vasto ciclo di mobilitazioni popolari che si sviluppò nella capitale cinese tra il 15 aprile e il 4 giugno 1989. Studenti, lavoratori e cittadini si riunirono per chiedere riforme politiche, maggiore libertà di espressione e interventi contro la corruzione. La fase conclusiva coincise con quello che viene comunemente definita massacro di piazza Tienanmen, quando l’esercito intervenne per sgomberare l’area con la forza. In base a ricostruzioni successive, i manifestanti lasciarono la piazza dopo trattative con i militari, mentre gli scontri più violenti si verificarono nelle zone circostanti e lungo le arterie principali della città. Il bilancio delle vittime oscilla tra circa 200 e 1000 morti tra i civili, con migliaia di feriti.
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“Torni a Tiananmmen... per vederli cadere, per sentirli arrendersi, svelando il terrore della folla”, canta Siouxsie. E ancora: “Il tuo cuore prigioniero, l’idea che condividi con un bacio eterno, gli spiriti della piazza” (“Your captive heart, the belief you share/ With a kiss eternal, the spirits of the square”). Nessun cedimento alla retorica: la canzone funziona, grazie alla sobrietà dell’interpretazione, agli arrangiamenti orientaleggianti e al bel giro melodico del ritornello. Un brano che passerà quasi inosservato dal punto di vista commerciale, ma che, oltre a trovare posto tra le migliori ballate dei Banshees, resterà una curiosa e toccante testimonianza politica ad opera di un’artista che quasi mai prima di quel momento – e anche in seguito – si sarebbe trovata ad affrontare vicende d’attualità internazionale. Don't let it blow.
"The Ghost In You"