Jean-Michel Jarre, uno dei grandi pionieri della musica elettronica, ha scelto Jazz Open Modena per l’unica data italiana del suo nuovo tour. Il 18 luglio, in occasione del gran finale del festival, l’artista francese porterà in Piazza Roma uno spettacolo immersivo che unirà musica elettronica, tecnologia e sperimentazione audiovisiva attraverso laser monumentali, mapping architetturale, schermi giganti, realtà virtuale, audio tridimensionale e visual generativi. Compositore, performer e produttore visionario, Jarre continua da decenni a ridefinire il rapporto tra suono, immagine e performance dal vivo. Celebre per le sue produzioni spettacolari allestite in luoghi simbolici come la Torre Eiffel, Notre-Dame, le Piramidi d’Egitto, il Sahara o Piazza Tiananmen, trasformerà il cuore di Modena in un ambiente totalizzante in cui musica, luci, immagini e architettura confluiranno in un’unica esperienza sensoriale collettiva.
Ogni concerto di Jarre nasce in stretta relazione con lo spazio che lo ospita: synth, sequenze elettroniche, percussioni ed effetti audiovisivi vengono integrati in una struttura sincronizzata che coinvolge l’intero ambiente urbano. Dalle grandi produzioni outdoor ai club internazionali, l’artista francese ha progressivamente ridefinito il concetto di spettacolo live mantenendo costante la ricerca di strumenti capaci di rendere “visibile” la musica elettronica. Emblematica in questo senso è la celebre arpa laser, introdotta già nei primi anni Ottanta e diventata nel tempo il simbolo stesso della sua estetica performativa: fasci di luce verdi interrotti dalle mani dell’artista attivano note e trigger MIDI, trasformando il gesto fisico in suono percepibile dal pubblico.
L’appuntamento modenese arriva inoltre nel pieno delle celebrazioni per i cinquant’anni di “Oxygène”, il disco del 1976 che ha rivoluzionato l’elettronica strumentale grazie al suo immaginario atmosferico e pionieristico, superando i 18 milioni di copie vendute nel mondo. Ancora oggi quell’opera continua a influenzare producer, performer e creativi di generazioni differenti. A mezzo secolo dalla pubblicazione, “Oxygène” rappresenta non tanto un semplice anniversario celebrativo quanto il simbolo di una ricerca artistica ancora proiettata verso il futuro: dai sintetizzatori modulari analogici all’audio immersivo a 360 gradi, fino alle sperimentazioni con l’intelligenza artificiale e ai concerti in realtà virtuale con avatar digitali.
Tra gli esempi più radicali di questa ricerca c’è “Welcome To The Other Side”, performance realizzata durante la pandemia nella Notre-Dame virtuale: Jarre suonava realmente in studio mentre il suo avatar si esibiva in una cattedrale digitale davanti a spettatori collegati da tutto il mondo.
Tra i primi artisti a esplorare le possibilità dell’intelligenza artificiale generativa applicata tanto al suono quanto all’immagine, Jarre continua a sostenere una visione in cui la tecnologia non sostituisce la creatività umana ma ne amplia il potenziale, definendo l’AI come “Augmented Imagination”. Secondo l’artista francese, l’intelligenza artificiale potrà favorire la nascita di nuovi linguaggi musicali e nuove forme artistiche, pur restando uno strumento all’interno di una più ampia evoluzione tecnologica della musica. La specificità creativa di artisti come Rosalía, Miles Davis o Billie Eilish, osserva Jarre, rimane infatti legata all’unicità della personalità umana e non può essere replicata artificialmente.
Il tour europeo toccherà alcuni degli appuntamenti più rilevanti della scena musicale internazionale. Prima della data modenese del 18 luglio, Jarre debutterà il 5 luglio a Ibiza per il cinquantesimo anniversario dello storico club Amnesia Ibiza. Successivamente sarà protagonista di una performance speciale all’Amsterdam Dance Event 2026, che per il trentesimo anniversario della manifestazione lo ha scelto come ospite d’onore della serata inaugurale all’AFAS Live il 21 ottobre.
L’8 ottobre 2026 uscirà inoltre “Machines By Jean-Michel Jarre: A History Of Electronic Music”, volume pubblicato da Thames & Hudson che ripercorre la storia della musica elettronica attraverso gli strumenti che ne hanno segnato l’evoluzione. Basato sulla collezione personale dell’artista, composta da oltre ottanta strumenti musicali, il libro raccoglie anche contributi di figure centrali della scena elettronica internazionale e attraversa più di un secolo di innovazione tecnologica tra sintetizzatori leggendari, strumenti rari e dispositivi che hanno contribuito a plasmare nuovi immaginari sonori e interi movimenti musicali.
Il gran finale del 18 luglio con Jarre chiuderà una settimana di concerti che, dal 13 al 18 luglio, trasformerà Modena in un grande palco a cielo aperto. In programma anche le esibizioni di Diana Krall e Gregory Porter il 13 luglio, Moby il 14 luglio, Parov Stelar e Meute il 15 luglio, Jamie Cullum e Joss Stone il 16 luglio, quindi Luca Carboni il 17 luglio.