KIIŌTŌ - Black Salt

2026 (Kiiōtō)
soul-jazz

Un rito di passaggio. Così i Kiiōtō definiscono “Black Salt”, il secondo album del duo inglese composto dalla cantautrice Lou Rhodes, ex voce solista e co-fondatrice dei Lamb, e dal pluripremiato cantautore e pianista Rohan Heath.

Coppia anche nella vita, i Kiiōtō espongono nelle loro nuove dieci canzoni una critica aspra e malinconica ai tempi moderni, a cominciare dal singolo di lancio “Butterfly”, che con il suo basso incalzante e i rintocchi di campane finisce per ricreare un’atmosfera a dir poco contorta. Mentre “Zero Gravity”, ispirata al romanzo “Orbital” di Samantha Harvey, vincitore del Booker Prize, proietta il duo, appunto, in orbita, con l’intento di esternare un senso profondo al moto ellittico, restituendone una metafora melodica che ammalia. E ancora “Little Axe”, che narra delle difficoltà di crescere i propri figli in un contesto urbano sempre più violento, per un’invettiva sorretta armonicamente da una chitarra dai tratti soul e ritmicamente dalle congas.

 

“Black Salt” è, infatti, un album di cantautorato soul jazz di pregevolissima fattura, uno di quelli scoperti per caso sbirciando sopra qualche scaffale polveroso di un negozio di dischi ormai chiuso da più di vent’anni.

In ogni canzone, la voce calda e al contempo roca della Rhodes si snoda sinuosa mentre il piano di Heath enfatizza melodicamente tutto con note tanto semplici quanto efficaci. I Kiiōtō operano come due artigiani, donandoci un’opera da ascoltare a notte fonda, possibilmente in un club londinese, rigorosamente a luci basse e nel silenzio più splendente.

 

Le critiche alla società “liquida” proseguono poi in “White Noise”, che prende di mira i social media e il loro effetto sulle menti più giovani, grazie anche al piano, stavolta imprendibile, di Rohan. C’è poi “Lost Map”, che addirittura racconta i test del Dna ai quali la coppia si è sottoposta, nel tentativo di comprendere meglio le proprie origini. E infine “Five Eight”, ballata mestissima al Wurlitzer, che porta a galla tutto il dolore di Hearth per la perdita della madre, con la voce di Rhodes che pare spezzarsi tra una nota e l’altra.

 

Composto e suonato perlopiù nello studio casalingo dei Kiiōtō a North London, “Black Salt” ospita una serie nutrita di fenomenali turnisti, come il chitarrista Hawi Gondwe (Amy Winehouse), il contrabbassista Andy Hamill (4 Hero, Carleen Anderson), il batterista Mykey Wilson (Corrine Bailey Rae) e anche un assolo di chitarra di David Arnold.

“’Black Salt’ nasce dal conflitto, dalla tensione e dall’introspezione. Come due pianeti che si scontrano o una nuova stella forgiata dal caos e dal calore, più luminosa della somma di quelli distrutti”, dicono i Kiiōtō. Insomma, che Dio, o chi per esso, benedica quegli urti che generano passione.

14/06/2026

Tracklist

  1. 1. Moth
  2. 2. Butterfly
  3. 3. Warpaint
  4. 4. Walking Backwards
  5. 5. Zero Gravity
  6. 6. Lost Map
  7. 7. Little Axe
  8. 8. Paper Ships
  9. 9. White Noise
  10. 10. Five Eight

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