Moor Mother è il nome d’arte di Camae Ayewa, poetessa, musicista e artista multidisciplinare statunitense nata nel 1976. È nota per il suo lavoro che unisce hip-hop sperimentale, noise, jazz d’avanguardia, spoken word ed elettronica, affrontando temi come la memoria storica afroamericana, il razzismo sistemico, la giustizia sociale e la diaspora africana.
Fondatrice del collettivo artistico Black Quantum Futurism, Ayewa esplora nelle sue opere il rapporto tra tempo, storia e comunità. Ha pubblicato album acclamati dalla critica, tra cui “Fetish Bones” e “Analog Fluids Of Sonic Black Holes”, affermandosi come una delle voci più originali della musica d’avanguardia contemporanea. Oltre alla musica, Moor Mother è attiva come scrittrice, performer e curatrice di progetti culturali che intrecciano arte, attivismo e ricerca storica.
Ciao Camae, come stai? Parto con il chiederti cosa ci aspetterà dalla tua performance all’Electropark di Genova.
Ciao Frank! Per me ogni concerto è un incontro con una comunità diversa. Non penso mai a una performance come a qualcosa di fisso: è una conversazione che si costruisce nel momento. So che Electropark ha una storia legata alla sperimentazione e alla ricerca sonora, e questo mi interessa molto. Mi piace esibirmi in questi contesti . Comunque qui porterò “Shinkolobwe” con Aquiles Navarro, Hamid Drake e Pasquale Mirra. Lo presentai in anteprima alla biennale di Venezia 2025, è uno scavo sonoro del trauma, della resistenza, il nome prende dalla miniera di uranio congolese gestita dal regime coloniale belga e legata alla produzione di bombe atomiche. Ci saranno poesia, improvvisazione, rumore, frequenze, memoria. Vediamo se avremo tempo anche di aggiungere qualcos’altro.
Come descriveresti il progetto con i Sumac? Avete fatto un disco insieme molto interessante.
Li conoscevo da un po’, poi ho sentito Aaron e gli ho detto che ea tempo di fare qualcosa assieme. Si trattava solo di trovare il momento giusto per incontrarci a Seattle. E’ stato molto facile lavorare con loro e poi sanno quello fanno, che non è scontato. Le loro sonorità sono molto fisiche mentre la mia voce introduce altre dimensione all’interno del pezzo.Mi interessa il modo in cui il linguaggio può attraversare il rumore e trasformarlo. Inoltre abbiamo già in mente qualcos’altro. Sarà più pesante!
Mi chiedevo se tu avessi un background punk/hardcore.
Si, certo! Mi piacciono i Rage Against The Machine, i Bad Brains, c’è questo gruppo da Rotterdam, i Funeral Oration, mi piacciono i Rancid, lo street punk.
Cosa mi dici di Henry Rollins? E’ stato importante?
L’ho scoperto un po’ dopo, con il suo pezzo più famoso, “Liar”. Sai apprezzavo di più il cantato rispetto all’urlare o al rapping. Ma poi ho sentito i Rage e ho cambiato idea. Anche l’unire la poesia al punk… non ero a conoscenza all’inizio, poi ho iniziato a passare molto tempo a scoprire, soprattutto musica punk. Mi sono sempre piaciute le cose più politiche.
Progetti in arrivo?
Ho appena fatto un disco nuovo con gli Irreversible Entanglements qui a Los Angeles, non vedo l’ora che esca perchè è davvero buono. Sono felice perché qui canto di più, è più blues. Poi ho in serbo un disco solista di noise, più altri progetti, uno in particolare molto hip-hop e dance.
Hai suonato con Shabaka, vedo alcune similitudini tra di voi, giusto?
Si lui è un grande, mi piacevano i Sons of Kemet, con lui ho parlato più che altro di musica, è bello imparare dalle passioni degli altri!
Hai degli scrittori che ti hanno influenzato per i tuoi testi?
Sì, posso citarti Octavia E. Butler, Amiri Baraka, la poesia radicale afroamericana sicuramente, Tony Morrison e altri.
In questo periodo molto turbolento hai una visione del futuro positiva o negativa?
Positiva assolutamente! La vita è così, come l’oceano, a volte è tempestoso e a volte calmo, è sempre stato così e sempre sarà. Questo non è il peggior momento nella storia, c’è stato di peggio, ogni volta abbiamo mostri diversi, cambiano sempre. Certo, portatemi un tiramisù! Ahaha.
(27 settembre 2026)
Aggiungi OndaRock alle tue Fonti preferite su Google Discover. Non perderti le nostre recensioni, le pietre miliari e le ultime news direttamente nel tuo feed.
| MOOR MOTHER | ||
| Fetish Bones (Don Giovanni Records, 2016) | ||
| The Motionless Present (The Vinyl Factory, 2017) | ||
| Analog Fluids of Sonic Black Holes (Don Giovanni Records, 2019) | ||
| Circuit City (Don Giovanni Records, 2020) | ||
| Black Encyclopedia Of The Air (Anti-, 2021) | ||
| Jazz Codes (Anti-, 2022) | ||
| The Great Bailout (Anti-, 2024) | ||
| MOOR JEWELRY | ||
| True Opera (Don Giovanni Records, 2020) | ||
| MOOR MOTHER & BILLY WOODS | ||
| Brass (Backwoodz Studioz, 2020) | ||
| SUMAC & MOOR MOTHER | ||
| The Film (Thrill Jockey, 2025) | ||
| IRREVERSIBLE ENTANGLEMENTS | ||
| Irreversible Entanglements (International Anthem, 2017) | ||
| Who Sent You? (International Anthem, 2020) | ||
| Live in Italy (self-released, 2020) | ||
| Live in Berlin (self-released, 2020) | ||
| Open the Gates (Don Giovanni Records/International Anthem, 2021) | ||
| 700 BLISS | ||
| Spa 700 (Halcyon Veil, 2018) | ||
| Nothing to Declare (Hyperdub, 2022) | ||
| COMPILATION | ||
| Manufacture of Indigo (self-released, 2015) | ||
| Clepsydra (self-released, 2020) | ||
| Anthologia 01 (con Olof Melander; self-released, 2020) | ||
| LIVE | ||
| Offering: Live at Le Guess Who (con Nicole Mitchell; self-released, 2020) | ||
| EP | ||
| Crime Waves (con Mental Jewelry; Don Giovanni Records, 2017) |