L’anno ha ormai superato la sua metà, ed è quindi il momento di fare un primo bilancio sulle migliori canzoni pubblicate nel 2026. A stilare un primo bilancio con una Top Ten dei mesi trascorsi dell’anno è stato il magazine Ultimate Classic Rock, con risultati che faranno discutere, visto che si tratta di scelte molto orientate ai mostri sacri e poco attente alle nuove realtà. “A dominare questa prima parte dell’anno – sostiene infatti Ultimate Classic Rock – sono soprattutto alcuni dei nomi più leggendari della storia del rock. Paul McCartney continua a scrivere e pubblicare nuova musica con un’energia sorprendente, mentre i Rolling Stones guardano già al futuro: Mick Jagger ha infatti rivelato a giugno di essere già al lavoro su nuove canzoni, ipotizzando addirittura una trilogia di album… Naturalmente c’è ancora molto tempo prima della fine dell’anno e altre grandi uscite potrebbero cambiare questa graduatoria. Per ora, però, queste sono le dieci canzoni che hanno maggiormente colpito la redazione”.
Ecco allora la classifica delle 10 migliori canzoni rock dell’anno, secondo Ultimate Classic Rock (qui il servizio completo).
10. “Your Favorite Toy” – Foo Fighters
Il ritorno dei Foo Fighters dopo la tragica scomparsa di Taylor Hawkins – scrive UCR – passa attraverso un brano che racchiude tutto ciò che ha reso grande la band: tre minuti di rock diretto, riff granitici, ritornelli da cantare a squarciagola e l’energia inconfondibile di Dave Grohl.
9. “Streets of Minneapolis” – Bruce Springsteen
Bruce Springsteen torna alla canzone di denuncia con un tributo alle vittime Alex Pretti e Renee Good. Un brano che racconta il dolore di una città e ribadisce il ruolo della musica come testimonianza del proprio tempo.
8. “Run for Your Life” – Corrosion of Conformity
Nove minuti di tensione crescente per uno dei momenti più sorprendenti del doppio album “Good God / Baad Man”. Una lunga cavalcata dalle atmosfere quasi floydiane, secondo UCR.
7. “Street of Dreams” – U2
Il singolo che anticipa il nuovo album degli U2, “Street of Dreams”, secondo UCR “conferma il caratteristico suono della band grazie alla chitarra di The Edge e a un messaggio di speranza affidato alla voce di Bono”.
6. “Been Undone” – Peter Gabriel
Primo singolo tratto da “o\i”, il successore di “i/o”, affronta i profondi cambiamenti tecnologici e sociali del nostro tempo. Gabriel riflette sull’impatto dell’intelligenza artificiale, del quantum computing e delle interfacce cervello-computer, ribadendo il ruolo dell’artista come osservatore del futuro.
5. “Profane Prophecy” – The Black Crowes
Brano d’apertura di “A Pound Of Feathers”, per UCR è un concentrato di hard rock immediato e coinvolgente. I Black Crowes dimostrano ancora una volta quanto sappiano costruire un’apertura d’album capace di conquistare l’ascoltatore fin dalle prime note.
4. “Carry The Light” – Peter Frampton
La title track del nuovo album di Peter Frampton è una delle prove più mature della sua carriera recente: una composizione elegante, essenziale e impreziosita da un assolo di chitarra che dialoga con la voce. Il tutto reso ancora più significativo dalla battaglia del musicista contro la miosite a corpi inclusi.
3. “G.O.D. And The Broken Ribs” – Jack White
Jack White firma un brano che, per UCR, è “tra i più esplosivi dell’anno”, costruito su riff taglienti, improvvise pause ritmiche e un’interpretazione vocale imprevedibile. Un pezzo che dal vivo acquista un impatto ancora maggiore.
2. “Days We Left Behind” – Paul McCartney
Una commovente riflessione sugli inizi dell’avventura dei Beatles. In “The Boys Of Dungeon Lane“, McCartney guarda con affetto agli anni della giovinezza e agli amici con cui iniziò tutto, ricordando promesse e legami rimasti intatti nonostante il tempo.
1. “In The Stars” – The Rolling Stones
Al primo posto della Top Ten di Ultimate Classic Rock si piazza “In The Stars”, un brano che racchiude tutti gli elementi classici del suono degli Stones: i potenti accordi di Keith Richards, i cori irresistibili e la voce di Mick Jagger che alterna registri bassi e falsetto. Con Steve Jordan alla batteria, la band dimostra ancora una volta di saper scrivere grandi canzoni anche dopo oltre sessant’anni di carriera.