Morto David Fair, co-fondatore degli Half Japanese

31-08-2026

È morto David Fair (nella foto, a destra), cofondatore degli Half Japanese e figura centrale dell’underground americano. La notizia è stata diffusa da amici e collaboratori del musicista: non sono state rese note le cause del decesso, anche se Fair era da tempo in cura per un cancro.

Insieme al fratello Jad, David Fair aveva dato vita agli Half Japanese a metà degli anni Settanta, registrando inizialmente in casa una musica istintiva, scabra e deliberatamente fuori dagli schemi. Tra art punk, rumorismo e spirito DIY, il gruppo divenne negli anni un riferimento per generazioni di musicisti indipendenti, grazie a un linguaggio tanto naïf quanto radicale.
Quella degli Half Japanese è musica che, prima del punk, ha già inglobato ed elaborato quella lezione iconoclasta, superandola in un modo così rivoluzionario da avvicinarsi a una versione epilettica di “lo-fi” astratto, ma dal piglio intellettuale. Musica che si crogiola nel caos, che deve fare i conti, in un modo o nell’altro, con le Shaggs, con mastro Van Vliet, con gli Stooges (quelli di “Raw Power”), con le tavolozze “esplose” di Jackson Pollock, con i Velvet Underground (di una “Sister Ray” liofilizzata) e, tanto per gradire, con le esplorazioni al limite dell’automatismo psichico del free-jazz.
Dischi come il miliare “Half Gentlemen/Not Beasts” e “Music To Strip By” ne hanno fissato l’immaginario anticonvenzionale. Fair rimase nella formazione fino alla fine degli anni Ottanta, prima di allontanarsene per ragioni familiari.

La loro influenza raggiunse anche Kurt Cobain, che nel 1993 volle gli Half Japanese come gruppo di apertura per alcune date del tour di “In Utero“. Il leader dei Nirvana ne parlò con entusiasmo a “Melody Maker”: “Mi piace ascoltare gli Half Japanese nelle cuffie mentre cammino nei centri commerciali, nel cuore della cultura americana. E penso che la gente si scioglierebbe se solo potesse sentire la loro musica. La gente inizierebbe a saltare sui muri e a iperventilare”. Al momento della sua morte, Cobain indossava inoltre una maglietta della band.

Gli Half Japanese furono poi invitati dai Neutral Milk Hotel all’edizione 2012 dell’All Tomorrow’s Parties curata da Jeff Mangum. Alla loro storia Jeff Feuerzeig aveva dedicato nel 1993 il documentario “Half Japanese: The Band That Would Be King”. Ricordando David Fair, il regista ha scritto che lui e Jad gli avevano cambiato la vita “in così tanti modi positivi e stimolanti”, attraverso “quel gioioso e rivoluzionario punk rock e la loro etica DIY”. Per l’occasione Feuerzeig ha reso disponibile gratuitamente il film su Vimeo: la password è “callingallgirls”, come il titolo dell’EP d’esordio della band, pubblicato nel 1977.