Il 1979 è uno di quegli anni in cui la storia del rock sembra accelerare improvvisamente. È la fine di un decennio, ma soprattutto un momento di passaggio: molte delle grandi formazioni nate o consacrate negli anni 70 arrivano a un punto decisivo della propria carriera, mentre una nuova generazione sta già cambiando linguaggi, suoni e immaginario.
Il magazine Radio X tuttavia ha puntato i riflettori sul versante più tradizionalmente rock di quell’annata: classic rock, hard rock, power-pop e grandi nomi provenienti dalla prima metà del decennio. La sua “top 25” non vuole dunque essere una classifica complessiva dei migliori album del 1979. Restano inevitabilmente ai margini, o completamente fuori, proprio alcune delle correnti che in quei mesi stavano preparando il terreno agli anni 80: il post-punk, la new wave più sperimentale e il synth-pop, che stavano ridefinendo il rapporto tra chitarre, elettronica, ritmica e cultura pop.
Il quadro del 1979 sarebbe infatti molto diverso allargando lo sguardo a dischi come “Unknown Pleasures” dei Joy Division, “Fear Of Music” dei Talking Heads, “154” dei Wire, “Entertainment!” dei Gang Of Four, “Metal Box” dei Public Image Ltd., “Replicas” dei Tubeway Army o agli esordi di formazioni destinate a diventare centrali nella new wave e nel synth-pop. Ma questa lista sceglie deliberatamente un’altra prospettiva: quella del grande rock di fine anni 70, colto nel momento in cui alcune delle sue figure storiche raggiungevano uno dei loro vertici o si preparavano a chiudere un capitolo irripetibile.
Ne viene fuori una fotografia particolarmente ricca: Elvis Costello apre l’anno con “Armed Forces”, i Motörhead alzano ulteriormente il volume con “Overkill”, i Supertramp conquistano il mondo con “Breakfast In America“, Neil Young anticipa parte dell’estetica che molti anni dopo verrà associata al grunge con “Rust Never Sleeps“. David Bowie chiude la trilogia berlinese con le sperimentazioni ethno-rock di “Lodger”. Gli Ac/Dc salutano involontariamente Bon Scott con “Highway To Hell”, mentre i Led Zeppelin consegnano alle stampe quello che resterà il loro ultimo album di studio realizzato prima della morte di John Bonham. Negli ultimi mesi dell’anno arrivano poi “Tusk”, “The Wall” e “London Calling”: tre opere diversissime che da sole bastano a raccontare quanto il rock fosse ancora capace di trasformarsi mentre gli anni 70 stavano per finire.
Ecco la classifica dei 25 migliori album classic rock del 1979 secondo Radio X (qui il servizio completo):
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