A venticinque anni dalla sua. nascita, OndaRock varca le frontiere. Da ottobre, infatti, è online OndaRock.com, la versione internazionale del nostro sito, interamente in lingua inglese. Un progetto che sognavamo da tempo e che ora, grazie alle nuove tecnologie, è stato finalmente possibile realizzare. L’obiettivo è semplice: rendere accessibile anche ai lettori di altri paesi il patrimonio di articoli, recensioni, monografie e interviste che abbiamo costruito in un quarto di secolo di attività.
Quando OndaRock muoveva i primi passi, nel febbraio del 2001, il web musicale italiano era ancora un territorio in gran parte inesplorato. Il sito era nato da una piccola raccolta di articoli e dalla voglia di raccontare la musica senza vincoli editoriali, seguendo curiosità e passioni. Con l’ambizione di valorizzare anche tutte quelle realtà sonore che difficilmente trovavano spazio nei canali tradizionali.
Poi sono arrivati i primi collaboratori, il forum, le amicizie nate davanti a uno schermo e proseguite ai concerti. Una piccola comunità di appassionati si è trasformata progressivamente in una redazione, e quella che sembrava poco più di un’avventura personale è diventata una delle realtà consolidate dell’informazione musicale italiana.
Nel frattempo sono cambiate molte cose. Sono cambiati i modi di ascoltare musica, di scoprirla e di parlarne. Abbiamo visto scomparire riviste e nascere piattaforme, attraversato l’epoca dei blog, dei social network e dello streaming. Anche OndaRock si è trasformato, ampliando i propri orizzonti e cercando di aggiornare linguaggi e strumenti. Ma alcuni principi sono rimasti gli stessi: indipendenza di giudizio, attenzione agli aspetti storici, curiosità per le nuove proposte e la ferma convinzione che la critica debba svincolarsi da pregiudizi e incrostazioni, esaminando in modo laico e aperto ogni realtà musicale.
In questi venticinque anni abbiamo accumulato un archivio di migliaia di pagine, spesso frutto di ricerche e approfondimenti che richiedono settimane, talvolta mesi di lavoro. Un patrimonio che finora ha avuto un limite evidente: la lingua italiana. Eppure la musica di cui ci occupiamo non ha mai conosciuto confini geografici. Raccontiamo artisti britannici, americani, europei e di ogni altra provenienza; attraverso gli speciali, le recensioni e le pietre miliari seguiamo scene musicali di ogni angolo del mondo, dall’Argentina al Sudafrica, dalla Finlandia all’Indonesia; ci confrontiamo quotidianamente con una cultura che è, per sua natura, internazionale.
Da qui la decisione di creare OndaRock.com. Non un semplice sito-vetrina, né un’operazione di immagine, ma una nuova edizione che mette a disposizione in inglese gran parte del nostro archivio e che continuerà ad arricchirsi, mostrando anche fuori dall’Italia il lavoro della nostra redazione.

Non abbiamo la pretesa di competere dall’oggi al domani con le grandi testate anglosassoni. Sappiamo quanto sia affollato e competitivo il panorama dell’informazione musicale internazionale. Pensiamo però che ci sia spazio anche per una voce diversa, nata in Italia e cresciuta lontano dai principali centri dell’industria musicale. Una prospettiva che, proprio per questo, può offrire letture, collegamenti e approfondimenti non sempre presenti altrove.
I primi riscontri sono incoraggianti, ma siamo solo all’inizio. Ci aspettano un lungo lavoro di aggiornamento e revisione dei contenuti, il confronto con nuovi lettori e, inevitabilmente, qualche errore da correggere, dovuto al fatto che la tecnologia aiuta ma non è (ancora) perfetta. Ogni articolo di OndaRock.com, infatti, è la traduzione in inglese di un testo originariamente scritto in italiano e pubblicato su OndaRock.it. Ogni pagina riporta il nome dell’autore originale e un collegamento alla versione italiana. Le traduzioni vengono realizzate con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, seguendo linee guida editoriali pensate per rispettare il lavoro dei critici: i titoli di album, canzoni, libri e film vengono mantenuti nella lingua originale, così come i testi delle canzoni citati dai nostri autori e i nomi degli artisti e dei luoghi.
Vi chiediamo dunque scusa in anticipo per eventuali errori o imprecisioni, che vi invitiamo a segnalare alla nostra mail: info@ondarock.it. Del resto, anche OndaRock.it è cresciuto così: per tentativi, aggiustamenti e costanti miglioramenti, grazie anche al contributo dei lettori.
Ovviamente, OndaRock.com non sostituirà OndaRock.it, anzi: sarà alimentato proprio da quest’ultimo. La versione italiana resta la nostra casa, il luogo in cui siamo nati e abbiamo costruito negli anni un rapporto con voi. Un rapporto fatto di fiducia, ma anche di critiche, discussioni e divergenze di opinione, che consideriamo parte integrante della storia del sito. È anche grazie a voi se oggi possiamo permetterci di affrontare questa nuova esperienza. A chi ci segue da venticinque anni, a chi è arrivato strada facendo e a chi ci ha scoperto soltanto ieri va quindi il nostro ringraziamento. Speriamo che vogliate accompagnarci anche in questo viaggio, magari facendo conoscere OndaRock.com agli amici e agli appassionati di musica che vivono all’estero. Stay tuned!

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