È morto a 75 anni Richard Lloyd, chitarrista e cofondatore dei Television, tra i protagonisti della scena newyorkese che negli anni Settanta trasformò il CBGB nell’epicentro di una rivoluzione musicale. Secondo quanto riportato da Rolling Stone, il musicista si è spento sabato mattina nella sua casa di Chattanooga, in Tennessee. Lo scorso agosto aveva annunciato di essere affetto da un colangiocarcinoma, un tumore delle vie biliari.
Con il suo stile, Lloyd contribuì ad ampliare il vocabolario del punk: agli slanci più ruvidi e immediati affiancava una ricerca armonica che, nell’intreccio con la chitarra di Tom Verlaine, sarebbe diventata uno dei tratti distintivi dei Television. Un contributo fondamentale per una formazione capace di aprire nuove possibilità al rock di quegli anni, lasciando un’impronta destinata a durare ben oltre la stagione del CBGB.
Nel 1973 Lloyd si unì a Verlaine, al bassista Richard Hell e al batterista Billy Ficca, completando la formazione della band. Nel 1975 Hell venne sostituito da Fred Smith. Parallelamente all’esperienza con i Television, Lloyd avrebbe sviluppato una carriera solista articolata in nove album.
La sua storia rimane strettamente legata anche all’affermazione del CBGB. Dopo aver scoperto il locale appena inaugurato, Lloyd si adoperò insieme al manager dei Television per farvi suonare il gruppo nel 1974. Quelle esibizioni contribuirono ad avviare la trasformazione del club in un punto di riferimento per artisti come Ramones, Blondie, Talking Heads e Patti Smith.
Lloyd rivendicava quel ruolo con il consueto tono provocatorio. In un’intervista del 2007 dichiarò: “Il CBGB è il club rock ‘n’ roll più famoso mai esistito, e l’ho creato io, cazzo! Ero la forza invisibile dietro tutto questo”. Descriveva quella stagione come una festa durata tre anni, “organizzata insieme ai miei amici e a tutte quelle band che, se non fosse stato per me, avrebbero dovuto fare un lavoro qualunque”. Nella musica aveva trovato anche una personale via di fuga dalle convenzioni dell’età adulta: “Sono un musicista perché mi sono rifiutato di crescere e non ho voluto intraprendere nessuna delle altre attività che avrei dovuto affrontare se avessi avuto un obiettivo. Vivevo nel terrore assoluto di diventare adulto; poi ho trovato una cosa che si poteva fare, e fare anche bene, che mi ha impedito di crescere”.
Nel marzo 2026 a Lloyd era stato diagnosticato un colangiocarcinoma, un tumore delle vie biliari che ha coinvolto anche il fegato. Da allora Lloyd ha affrontato un percorso particolarmente duro, con sette ricoveri in terapia intensiva, due episodi di sepsi e gravi complicazioni al fegato e ai reni. Per aiutarlo a sostenere le spese mediche e quotidiane, Sean Seymour, bassista del Richard Lloyd Group, aveva aperto la raccolta fondi “Help Richard Lloyd Fight Cancer” sulla piattaforma GoFundMe.
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