Elektro Guzzi

30-03-2026

di Claudio Lancia
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Elektro Guzzi è un trio viennese che ha contribuito sa riscrivere le regole del live elettronico. La caratteristica che contraddistingue il loro sound design è la scelta di suonare musica techno con chitarra, basso e batteria. Se già di per sé tale opzione appare apprezzabile per via del messaggio teso a rompere le barriere fra generi musicali, a colpire è ancor di più la qualità del materiale prodotto, che scaturisce dalla fusione fra il groove propulsivo della techno music e l’elettrica fisicità del rock.
Nel 2025 con "Liquid Center" gli Elektro Guzzi raggiungono il ragguardevole traguardo dell'undicesimo album, e non smettono di sorprendere. L’ipnotica “Amorphea”, brano dai contenuti lisergici che atterra dalle parti dei Goat, ha un approccio inconfutabilmente psych, confermato anche dalle spirali sonore di “Bodies Of Water”, nella quale il trio provvede a inserire coordinate kraut
“Outer Core” cambia completamente registro, sorta di jam improvvisativa dalla struttura vagamente jazzy che integra beat electro ed elementi dissonanti: con i suoi quasi otto minuti è anche la traccia più lunga del disco. Durante il proprio svolgimento, “Liquid Center” accoglie non di rado sconfinamenti verso territori ambient (le chitarre riverberate di “Radiant”, il passo dub di “Solar”, la meditativa “Cuore morbido” posta a fine scaletta) ma è sempre pronto a riportare l’ascoltatore verso il dancefloor, vuoi con il dub accelerato di “Litosphere”, vuoi con l’energia di “Slipstream”, fino all’episodio più travolgente, “Wear The White Belt”, vero cuore pulsante del progetto, un’apoteosi nu-rave dagli evidenti istinti balearici.
Musiche per menti aperte, architettata da artisti illuminati in grado di creare un percorso coerente, privo di qualsiasi costrizione, riassunto in una formula che ha fatto scuola.