I Sunn O))) hanno diffuso "Butch’s Guns", nuovo singolo che anticipa l’album omonimo in uscita il 3 aprile per Sub Pop. Il brano arriva a poche settimane di distanza da "Glory Black", primo estratto pubblicato il mese scorso. "Butch’s Guns" conferma l’impianto sonoro che ha reso riconoscibile il duo di Seattle: masse chitarristiche stratificate, dinamiche dilatate e un lavoro sulle frequenze basse che privilegia tensione e densità timbrica rispetto alla forma canzone tradizionale. L’uscita del singolo accompagna l’avvicinamento al nuovo capitolo discografico. Parallelamente, la band ha annunciato un tour europeo in programma tra giugno e luglio. Al momento non sono previste date in Italia. Ascolta qui sotto "Butch’s Guns".
Dopo l’Ep “Eternity’s Pillars”, pubblicato come primo segnale della collaborazione con Sub Pop, il duo formato da Stephen O’Malley e Greg Anderson ha annunciato il primo album full-length per la storica etichetta di Seattle, che vedrà la luce venerdì 3 aprile 2026. E' stato co-prodotto e mixato dalla band insieme a Brad Wood (Hum, Tar, Sunny Day Real Estate, Liz Phair) ed è stato registrato presso i Bear Creek Studios di Woodinville, Washington, nel gennaio 2025. È ora possibile ascoltare il brano di chiusura dell’album, “Glory Black”. Una traccia che sintetizza bene l’approccio del disco: chitarre profondamente ribassate, feedback e una progressiva apertura verso una dimensione più rarefatta, in cui affiora una scrittura pianistica meditativa.
Si tratta del decimo lavoro in studio della band statunitense e del primo composto esclusivamente da materiale inedito dai tempi di “Pyroclasts” (2019). Dopo “Eternity’s Pillars”, il percorso intrapreso da O’Malley e Anderson appare sempre più orientato alla sottrazione. Nessun ospite, nessuna collaborazione esterna: solo il nucleo originario del progetto. Una scelta che riflette anche l’evoluzione delle esibizioni dal vivo più recenti dei sacerdoti del doom, sempre più essenziali, immersive e rituali, concentrate sull’impatto fisico del suono e sulla sua durata. Un ruolo rilevante nel processo creativo è stato giocato dall’ambiente stesso di registrazione. "La grande sala aveva enormi finestre sugli alberi. La natura è diventata parte del progetto", ha spiegato O’Malley. Questa relazione con il contesto si riflette chiaramente nella musica: accanto ai droni compatti e stratificati emergono momenti di sospensione, field recordings, suoni d’acqua e brevi intermezzi pianistici che introducono una dimensione più fragile e contemplativa. Anche l’apparato visivo contribuisce a definire l’identità del disco. Copertina e retro presentano due dipinti di Mark Rothko, con artwork invertito nelle edizioni Uk ed europee. Le liner notes sono firmate da Robert Macfarlane, autore di “Is A River Alive?” (2025), indicato dal gruppo come una delle principali fonti di ispirazione concettuale. Il packaging e il merchandise sono infine completati dalle illustrazioni di Élodie Lesourd.