L’edizione 2026 dei Grammy Awards si avvicina con un quadro di favoriti piuttosto definito, in cui peso delle nomination, continuità artistica e centralità nel discorso musicale dell’ultimo anno sembrano convergere più del semplice successo commerciale. Domenica 1° febbraio, con Trevor Noah alla conduzione della cerimonia alla Crypto.com Arena di Los Angeles, l’attenzione sarà soprattutto per chi arriva alla serata con un percorso già forte alle spalle.
In cima ai pronostici c’è inevitabilmente
Kendrick Lamar, che guida la lista delle candidature con nove nomination. Il suo è stato un anno di dominio trasversale: dalla consacrazione simbolica dell’Halftime Show del Super Bowl 2025 alla portata mediatica del Grand National Tour con SZA, Lamar ha ribadito una posizione di leadership che va oltre il rap, diventando figura centrale dell’industria musicale statunitense. I Grammy, storicamente sensibili a questo tipo di autorevolezza artistica, potrebbero premiarlo ancora una volta in modo significativo.
Alle sue spalle si muove
Lady Gaga, forte di sette nomination e di una carriera che ai Grammy ha già trovato ampia legittimazione. L’album "
Mayhem", pubblicato nel 2025 a distanza di circa cinque anni da "
Chromatica", ha segnato un ritorno ambizioso e calibrato, capace di coniugare ricerca pop e spettacolarità. Con quattordici statuette già in bacheca, Gaga resta una presenza strutturale della manifestazione, e il suo nome continua a pesare in modo rilevante nelle categorie principali.
Un altro profilo molto osservato è quello di Doechii, che incarna la spinta generazionale del rap contemporaneo. Dopo la vittoria nel 2025 come Best Rap Album con "Alligator Bites Never Heal", l’artista arriva ai Grammy 2026 con aspettative alte e una crescente attenzione critica. La sua candidatura rappresenta bene il tentativo dell’Academy di intercettare nuove voci già consolidate, più che semplici promesse.
Sul fronte pop e dance, Zara Larsson potrebbe trovare finalmente spazio per una prima affermazione ai Grammy. "Midnight Sun", in gara come Best Dance Pop Recording, arriva in un momento favorevole per la cantante svedese, che piazza contemporaneamente tre brani nella Hot 100 statunitense. Una vittoria avrebbe anche un valore simbolico, riconoscendo una carriera spesso apprezzata più dal pubblico che dai premi.
Sabrina Carpenter si presenta invece come una delle artiste più solide della sua fascia, forte dei successi ottenuti nell’edizione precedente, quando aveva vinto Best Pop Solo Performance e Best Pop Vocal Album. Le sei candidature del 2026 confermano una continuità che i Grammy tendono a valorizzare, soprattutto quando supportata da risultati commerciali e da una crescita artistica coerente.
Tra le possibili sorprese spicca
Sombr, classe 2005, indicato da molti come favorito per il premio di Best New Artist. Il successo dell’album "
I Barely Know Her", trainato da brani come "Back To Friends" e "12 To 12", lo ha rapidamente imposto come uno dei nomi emergenti più credibili dell’ultimo anno, con numeri e visibilità che difficilmente passano inosservati all’Academy.
Il 2026 segna anche il ritorno in primo piano di Justin Bieber, annunciato tra i performer della serata. Con ventisette nomination complessive in carriera e due vittorie già all’attivo, Bieber resta una figura trasversale, capace di muoversi tra pop, dance ed elettronica. La sua presenza rafforza il profilo mainstream della cerimonia, anche se le possibilità di vittoria dipenderanno dalla frammentazione delle categorie in cui concorre.
Infine,
Tyler, The Creator continua a rappresentare una certezza nel campo rap-alternative. Dopo i successi di "Igor" e "Call Me If You Get Lost", entrambi premiati come Best Rap Album, il nuovo lavoro "Chromakopia" lo rimette in corsa con sei nomination. La sua capacità di rinnovarsi senza perdere riconoscibilità resta uno degli elementi più apprezzati dall’Academy.
Nel complesso, i Grammy Awards 2026 sembrano orientati a bilanciare grandi nomi consolidati e nuove affermazioni, con Kendrick Lamar e Lady Gaga come poli dominanti, affiancati da una generazione che chiede spazio e legittimazione. Il risultato finale dipenderà, come spesso accade, dall’equilibrio tra merito artistico, narrazione dell’anno musicale e strategia culturale dell’Academy.