A dieci anni dalla morte di David Bowie (10 gennaio 2016), il suo catalogo torna a occupare stabilmente le classifiche britanniche, spinto da un rinnovato interesse del pubblico e da un chiaro effetto commemorativo. Non si tratta di un episodio isolato, ma di un ritorno articolato che coinvolge soprattutto alcuni snodi centrali della sua discografia.
Da "Hunky Dory" a "Ziggy Stardust"
I principali titoli tornati in classifica, stando a quanto riporta Forbes, sono quattro. In primo piano c’è la raccolta "Legacy", che rientra nella Official Album Downloads Chart e compare anche in altre graduatorie generali e streaming, confermandosi come uno dei punti di accesso più frequentati all’opera di Bowie. Accanto a essa riemerge "Hunky Dory", uno dei suoi album più celebrati, nuovamente presente nella classifica dei download, insieme a "Best Of Bowie", altra antologia storica che torna tra i titoli più acquistati in formato digitale.
Il ritorno più significativo sul piano simbolico riguarda però "The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars": il disco-manifesto dell’era glam rientra nella Official Vinyl Albums Chart, a conferma di come l’anniversario abbia riattivato soprattutto il mercato fisico e collezionistico. Lo stesso album, insieme a "Legacy", compare su più classifiche contemporaneamente, mostrando una tenuta trasversale tra vendite, formati fisici e consumo complessivo.
Il fenomeno "Heroes" e l'effetto Stranger Things
"Heroes", uno dei brani più celebri di David Bowie, resta questa settimana il suo successo più rilevante nel Regno Unito, pur registrando un arretramento rispetto alle posizioni occupate fino a poco tempo fa. Il singolo scivola fuori dalla top 40 della Official Singles Chart, la classifica dei brani più competitiva del Paese, e perde oltre dieci posizioni sia nella Official Singles Sales Chart sia nella Official Singles Downloads Chart. Di recente "Heroes" era tornata a registrare risultati di primo piano grazie al suo utilizzo nella quinta e ultima stagione della serie di fantascienza di Netflix "Stranger Things". Utilizzata nei titoli di coda dell’episodio conclusivo, la hit del Duca Bianco ha visto gli ascolti globali aumentare di quasi il 500 per cento. Dai circa 94mila ascolti giornalieri si è passati a 342 mila il primo gennaio, poi a 456mila il giorno successivo e a 470mila nelle 24 ore ancora dopo. Un risultato notevole anche perché il brano, pubblicato nel 1977, è l’unico tra quelli rilanciati dalla serie a non appartenere agli anni 80.
Il testamento Blackstar
A questi rientri in classifica si affianca la nuova vitalità di "Blackstar", l’ultimo album pubblicato da Bowie pochi giorni prima della morte, che resta stabilmente in classifica pur arretrando rispetto alle settimane precedenti. È l’unico tra i titoli citati ad aver raggiunto in passato il primo posto nelle classifiche britanniche, e continua a rappresentare un punto di riferimento emotivo nel racconto postumo dell’artista. Completano il quadro il ritorno quasi in top ten della colonna sonora di "Labyrinth", firmata con Trevor Jones, e la ricomparsa di alcune celebri collaborazioni, come "Dancing in the Street" con Mick Jagger e "Peace on Earth/Little Drummer Boy" con Bing Crosby, soprattutto nelle classifiche fisiche.
Nel complesso, il decennale dalla scomparsa dell'artista inglese non ha prodotto un semplice picco nostalgico, ma ha riportato al centro dell’attenzione alcuni dei lavori chiave di Bowie: album che coprono l’intero arco della sua carriera, dal glam degli anni Settanta alle riletture postume del suo lascito, confermando una presenza culturale che va ben oltre l’occasione commemorativa.