OndaWatch: The Cult of Dom Keller

02-04-2014

La storia di The Cult of Dom Keller inizia nel 2008, nei sotterranei di una chiesa a Nottingham, UK. Narra la leggenda, infatti, che Ryan, Neil, Jason e Joe si trovassero nella cantina di una cattedrale per suonare e che proprio lì, un giorno, ascoltando il “Volume 3” della Pebbles Series, rimasero folgorati da “Dom Kallar Os Mods” degli svedesi Lea Riders Group. Sebbene la traduzione inglese esatta del titolo del brano fosse “They Call Us Misfits”, l’assonanza con dome cellar ("cantina della chiesa", appunto) venne presa come un segno del destino. Così, il culto prese il via.

Nonostante la provenienza britannica, il suono cupo e riverberato del quartetto rimanda senza dubbio alla tradizione di San Francisco, a band come Brian Jonestown Massacre, Black Rebel Motorcycle Club e Wooden Shjips. In sei anni di attività, il gruppo ha già pubblicato 4 EPs e 2 album.



Proprio dalle prime jam nel seminterrato della cattedrale nasce "EP1", pubblicato nel gennaio 2009. “Goat Skin Dreams” sarà l’unico brano da questo primo lavoro dei Cult of Dom Keller a entrare nella tracklist dell’LP di debutto della band.
È, infatti, dagli EP seguenti, intitolati solo 2 e 3 e pubblicati tra il 2010 e il 2011, che proviene gran parte del materiale inserito nel 2013 nel primo full length, self titled.



Nel gennaio 2012 esce il quarto EP della band, il più oscuro, “Secret Sound”: una raccolta di 6 brani –contrassegnati solamente da un numero– dal ritmo ipnotico e dilatato, che portano il sound degli inglesi molto vicino a quello dei Moon Duo.



La partecipazione della band all’Austin Psych Fest del 2011 attira l’attenzione dei Black Angels, organizzatori del festival e fondatori della label Reverberation Appreciation Society, che pubblicherà l’album negli Stati Uniti, affiancando la release europea su Mannequin.



L’ultimo disco dei Cult of Dom Keller, “The Second Bardo”, è stato pubblicato in edizione limitata a 500 esemplari da Cardinal Fuzz lo scorso marzo. Ancora una volta, brani inediti sono affiancati a pezzi che risalgono agli EP 1 e 3.



"The Second Bardo" si può ascoltare integralmente su Bandcamp.

 

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