Quando i Genesis sostituirono il Mago Zurlì: la nascita di un amore italiano

05-11-2025
Un amore forte e duraturo, nato nella maniera più rocambolesca. E' un legame speciale quello che ha sempre unito i Genesis e l’Italia. Nel nostro paese, Peter Gabriel e compagni iniziarono ad affermarsi anche fuori del confini nazionali e nel tempo l'affetto per le loro gesta - collettive e individuali - è rimasto inalterato. Una storia nota, insomma. Ciò che è meno conosciuto, invece, è proprio il modo in cui questa passione musicale prese il via, in una remota location di provincia: il Teatro Comunale di Adria, in Veneto.

È il 6 aprile 1972 e la band di Peter Gabriel, Phil Collins, Tony Banks, Mike Rutherford e Steve Hackett è appena agli inizi. Ha pubblicato da pochi mesi “Nursery Cryme”, un disco ancora destinato a un pubblico di nicchia. Il tour in Gran Bretagna aveva ottenuto già un certo successo, ma la loro peculiare ricetta progressive rock doveva scovare consensi oltre i confini nazionali per conquistare la popolarità. Il manager del gruppo organizzò così un tour europeo facendolo iniziare proprio dall’Italia, grazie all'attività del promoter Maurizio Salvadori.
La prima tappa non doveva essere Adria (Rovigo), ma Belluno, saltata all’ultimo forse per carenza di biglietti venduti. Il fato però ci mise una mano, anzi... la magia. Sul palco del Comunale non dovevano esserci i Genesis, bensì il Mago Zurlì.
Cino Tortorella, amatissimo personaggio televisivo, era infatti atteso ad Adria per uno dei suoi spettacoli, ma un incidente automobilistico lo costrinse a dare forfait all’ultimo momento. Gli organizzatori, disperati, cercarono in fretta un sostituto, e così un gruppo inglese sconosciuto, in viaggio per un tour europeo organizzato con mezzi di fortuna, venne chiamato a riempire il vuoto. Nacque così, quasi per caso, la leggenda: il primo concerto dei Genesis non solo in Italia, ma fuori dai confini britannici.

Davanti a poco più di un centinaio di spettatori – forse duecento secondo la ricostruzione di Steve Hackett – i Genesis salirono su un piccolo palco di provincia e diedero vita a una serata destinata a entrare nella storia. Pochi sapevano chi fossero quei ragazzi dai lunghi capelli, ma il pubblico rimase folgorato da quella musica nuova, visionaria, intrisa di teatralità e mistero. Il progressive rock, che in Italia trovava già terreno fertile con gruppi come PFM, Banco del Mutuo Soccorso e Le Orme, attecchì in quella serata con una potenza dirompente.
Da Adria partì infatti un’avventura che avrebbe legato per sempre i Genesis all'Italia. Dopo quella “data zero”, il tour proseguì con altre tappe venete – a Godega di Sant’Urbano, San Martino Buon Albergo e Feltre – per poi approdare a Roma e Napoli, dove il gruppo inglese cominciò davvero a conquistare un seguito. L’accoglienza italiana fu calorosa, passionale: la band trovò un pubblico desideroso di comprenderne l’immaginario, la teatralità e l’ambizione musicale.

Quell’episodio, rimasto a lungo una sorta di leggenda locale, è oggi parte riconosciuta della storia dei Genesis e del rock europeo. Ne restano poche tracce materiali: una foto del palco, un articolo ingiallito de “Il Resto del Carlino”, il registro dell’Hotel Stella d’Italia con le firme dei musicisti, qualche ricordo tramandato da chi c’era. Sul palco del Comunale i Genesis furono affiancati dagli Odissea e da Roberto Zola, chitarrista della band biellese, che ricorda come Phil Collins gli chiese di accompagnarlo a comprare un paio di scarpe da ginnastica al mercato di Adria. Episodio riportato da Mino Profumo nel suo libro "Genesis in Italia. I concerti 1972-1975", con la prefazione di Richard Macphail e Steve Hackett.
"Gli stessi membri dei Genesis non mancano mai di sottolineare come sia stato decisivo per la loro carriera il caloroso appoggio ricevuto nelle sale italiane soprattutto nel 1972, un anno chiave nella loro carriera - ha ricordato Profumo in una intervista a Jam - In particolare notavano come i nostri fan applaudissero a volte in mezzo ai brani, magari al termine di un fraseggio esaltante, un tipo di reazione inesistente in Inghilterra. Anche la consistenza numerica era assolutamente rimarchevole, arrivando alle ventimila persone che stiparono il Palaeur di Roma nel ’73, una cifra nemmeno paragonabile alle poche centinaia (e a volte addirittura decine) che si contavano nelle sale inglesi dell’epoca. Inoltre non va dimenticato il grande appoggio mediatico che i Genesis trovarono in Italia, per merito soprattutto di giornalisti illuminati come Armando Gallo su Ciao 2001 e Carlo Massarini alla radio con 'Per Voi Giovani', strumenti che recensirono e lanciarono 'Nursery Cryme' in maniera molto efficace".

Lo storico e fan Roberto Paganin, grazie a un paziente lavoro di ricerca, è riuscito a ricostruire l’accaduto e nel 2012 ha organizzato ad Adria un “Genesis Day” con la partecipazione di Steve Hackett, tornato a rendere omaggio al luogo del debutto in Italia.
La Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo decise anche di dedicare una sezione di una mostra ai “Teatri Storici del Polesine” proprio a quella serata unica, lanciando un appello a chiunque conservi fotografie, registrazioni o semplici ricordi di quella notte del 1972. Perché fu allora, in un piccolo teatro di provincia e tra le assi di un palcoscenico improvvisato, che i Genesis iniziarono la loro avventura internazionale e nacque l’amore, duraturo e reciproco, tra la band inglese e il pubblico italiano.

Genesis su OndaRock

Vai alla scheda artista