Quando Thom Yorke fu folgorato dai Queen e decise di diventare una rockstar

15-09-2025

Affinità elettive e influenze insospettabili. Difficile immaginare due band più distanti tra loro di Queen e Radiohead. Ma fu proprio grazie ai primi che, in qualche modo, nacquero i secondi. Le ragioni sono state raccontate dal frontman della band di Oxford, impegnata oggi nella preparazione del ritorno in tour dopo sette anni.
Thom Yorke aveva appena sette anni quando decise che sarebbe diventato una rockstar. A innescare quella vocazione fu proprio un brano dei Queen: la monumentale "Bohemian Rhapsody", inclusa nell’album del 1975 "A Night At The Opera". "Ero ossessionato dai Queen all'epoca dell'uscita di 'Bohemian Rhapsody'", ha ricordato il frontman dei Radiohead e di The Smile nel 2019, ospite del programma Desert Island Discs di Bbc Radio 4. "Ricordo una volta, a casa di un amico: mi sdraiai davanti alle casse del suo impianto audio ascoltando il brano. In quel momento decisi: sì, questo è quello che farò".

All’inizio, però, Yorke non si immaginava come cantante. Come ha raccontato nel libro "The Singers Talk" di Jason Thomas Gordon (2023), il suo sogno era quello di diventare chitarrista: "Non mi immaginavo come quello che poteva mettersi davanti a un microfono. Mi piacevano moltissimo i Queen, ma non mi vedevo come Freddie Mercury. Nella mia testa ero sempre Brian May".
Proprio il chitarrista dei Queen fu una fonte d’ispirazione concreta per Yorke. In un’intervista concessa a Hot Press nel 1997, il cantante ricordò di avergli confessato di persona l’impatto avuto su di lui: "Una volta ho incontrato Brian May e gli ho detto: 'Sai, sei il motivo per cui passavo mesi e mesi nel mio garage a cercare di costruire una chitarra'. Non avevo gli attrezzi adatti, solo un fottuto seghetto e degli aggeggi in ottone per smussare i bordi".
Il risultato, ammise, non fu esaltante: "Era letteralmente tagliata alla meglio con un seghetto, venne fuori malissimo". Fortunatamente, raccontò a Desert Island Discs, suo padre "si sentì talmente dispiaciuto" da regalargli una chitarra vera.

Pur non essendo mai stati un’influenza effettiva nel sound dei Radiohead, i Queen hanno continuato a esercitare un certo fascino su Yorke. Nel 2013, intervistato da Daniel Craig per Interview Magazine, rievocò l’impatto dell’etichetta che li avrebbe poi messi sotto contratto: "Eravamo diffidenti verso l’interesse delle major. Poi incontrammo i responsabili di Emi in Inghilterra ed entrammo negli uffici della Parlophone: ovunque dischi d’oro di Beatles, Queen, chiunque... È stato un po’ come dire: è qui che dobbiamo stare!".
E se nel 1997 gli venne chiesto se si considerasse ancora un fan dei Queen, Yorke rispose: "Beh, sì, più o meno. In una certa misura. Non puoi fare a meno di ammirarli". Poi aggiunse: "Ho sentito storie su Freddie Mercury, da qualcuno che ha lavorato con lui, secondo cui apparentemente non parlava con nessuno, non rilasciava mai interviste. Eppure, quando saliva sul palco, lo vedevi completamente concentrato ed euforico, ma nel privato era l’esatto opposto: sensibile e molto timido. Ho sempre pensato fosse molto affascinante, era come se fosse due persone diverse".

I Radiohead si preparano dunque a tornare sul palco dopo sette anni di assenza. La band britannica ha annunciato un tour autunnale che prevede venti date in cinque città europee, quattro delle quali a Bologna. L’ultimo concerto risale al 1° agosto 2018, quando chiusero a Philadelphia la tournée legata a “A Moon Shaped Pool”. I biglietti sono andati già tutti sold-out, anche se rimane un'altra finestra utile: il resale ufficiale partirà il 13 ottobre, attraverso i canali autorizzati e con prezzi fissati, a cui si aggiungeranno solo le commissioni di servizio.
L’attesa dei fan è naturalmente concentrata anche sulla scaletta dei live. A fare un po’ di chiarezza ci ha pensato il bassista Colin Greenwood, ospite del podcast di Adam Buxton: “Penso che sarà un mix set. Credo che l’abbiamo ridotto a circa 70 canzoni. Io e mio fratello Jonny non facciamo parte del comitato che decide la scaletta, non ci è permesso, perché siamo troppo indecisi”. Greenwood ha poi aggiunto: “Suoneremo qualsiasi cosa, in qualsiasi ordine, in qualsiasi momento. Abbiamo un atteggiamento da buskers nei confronti della setlist dei Radiohead. Credo che sarà la prima volta che faremo concerti senza nuovo materiale in lavorazione, ma non si sa mai: potrebbero esserci delle sorprese, oppure no”.
Il calendario online sul sito ufficiale prevede anche più concerti consecutivi in ciascuna città. Ecco le date:

  • Madrid (Movistar Arena) – 4, 5, 7, 8 novembre
  • Bologna (Unipol Arena) – 14, 15, 17, 18 novembre
  • Londra (The O₂ Arena) – 21, 22, 24, 25 novembre
  • Copenaghen (Royal Arena) – 1, 2, 4, 5 dicembre
  • Berlino (Uber Arena) – 8, 9, 11, 12 dicembre

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