Sospesi tra il calore dell’organico e il respiro ampio dell’elettronica, i sei brani che compongono “Zero” si muovono su territori poco battuti della scena italiana contemporanea. L’intero lavoro sembra voler indagare quel momento incerto tra il pensiero e il sentimento, il passaggio fragile tra l’equilibrio e la rottura.
Con questo lavoro, pubblicato il 24 gennaio 2025 per l’etichetta omonima, i Porto Raro – alias Pantaleo Rizzo (chitarra, voce) e Roberto Pinto (pianoforte, elettronica) – offrono un’opera breve ma densa, un viaggio sonoro tra forma-canzone e dilatazioni cinematiche, jazz e ambient, in una continua scoperta strumentale.
Apre il disco “In Limine” (sul confine), costruito su un loop pianistico in tempo dispari, attorno al quale si sviluppano texture elettroniche granulari, field recording e armoniche dissonanti appena accennate dalla chitarra classica. La progressione armonica si snoda volutamente instabile, lasciando un senso di sospensione tonale. Il brano cresce in intensità senza mai esplodere, giocando su stratificazioni impercettibili e microvariazioni ritmiche.
L’ascolto prosegue con “The Window”, una ballata intima che si espande in un crescendo controllato e coinvolgente. Le strofe, affidate alla voce di Rizzo e accompagnate da un fingerpicking arioso, si sviluppano su un’impronta folk malinconica, mentre il pianoforte interviene in controcanto con armonie spezzate e loop eletronici che intensificano l’emozione dell’ascoltatore.
I get closer
but you move away and
as you move away from me
we are to points that will vanish
Uno dei momenti più intensi dell’Ep è senz’altro “This Is All Wrong”, con una parte strumentale centrale in progressione ritmica costruita su incastri tra basso sincopato, batteria elettronica spezzata e un fraseggio pianistico che magnificamente si incastra con il testo, un dirompente sussurrato disilluso “Maybe it’s just all wrong, this is all wrong ”. È un brano che si muove sul bordo, con la grazia dolente di chi ha imparato a danzare sull’orlo dell’abisso.
Con “Zero”, i Porto Raro si dimostrano una realtà estremamente raffinata e visionaria della scena indipendente italiana. L’ascoltatore si ritrova immerso in un mondo onirico e liquido, dove la realtà si dissolve tra riverberi e modulazioni lente: è come essere trasportati ora in riva al mare, cullati da una chitarra sussurrata, ora dentro una notte senza luci, in cui ogni suono è una lanterna accesa sull’inconscio. “Zero” non è semplicemente un Ep: è un micromondo poetico in cui forma e sostanza si fondono, portando chi ascolta a perdersi con piacere in spazi interiori che forse non sapeva di abitare.
26/07/2025