Assalti Frontali - Notte immensa

2024 (autoprodotto)
hardcore-hip-hop
Dovevamo fare uscire delle cose, era troppo importante che ora uscisse l’album, è un momento di disorientamento, di casini, il mondo sta esplodendo, ci vuole il disco di Assalti Frontali fuori adesso
(Dal comunicato stampa)
Se la tua carriera è legata a doppio filo con l’idea della lotta sociale e della resistenza, rimanere uguali a se stessi è del tutto coerente. “Notte immensa”, decimo album per gli Assalti Frontali, arriva dopo il ritorno di “Courage” e, rispetto a quello, sembra più centrato, come se Militant A, insieme al fido Pol G, dovesse riprenderci prima la mano.

Influenzato dai laboratori che il leader della formazione tiene da anni nelle scuole, è calato nel presente, nel linguaggio dei giovani (“Notte immensa”) e persino in alcuni dei suoni tipici del presente della scena, come i bassi distorti e i synth grandiosi di “Subito fuoco”, ma lo stile è ancora una volta chiaramente contro, centrato sul messaggio.
Schierati senza compromessi, rabbiosi, con il loro “Focus sulle rime”, come conferma il titolo di una delle canzoni più sentite ed energiche, già pronta per i live come la successiva “Sognatori”: vive ancora l’idea di poter cambiare il mondo con la musica, protestando in piazza, dichiarando l’orrore del genocidio di Gaza, l’opposizione alla guerra e ai fascismi.
“Più che si può” racconta proprio i giovanissimi, perduti in una società ostile, “che ci ha massacrato” e costretti al senso di colpa, così come “Lascia la mente libera”, altro messaggio perfetto per gli adolescenti.
Recuperano persino il rap-rock che praticavano molti anni prima in “So’ già rientrato”, affiancato al crossover spagnoleggiante “Nel barrio” per mostrare due lati diversi di una carriera ultratrentennale che non ha paragoni in Italia.

“Notte immensa” è pieno di ombre e di angoscia, ma è anche attraversato dalla più luminosa delle speranze. Usa un linguaggio riconoscibile, anche retorico in alcuni dei suoi slogan e tipico di certa sinistra extraparlamentare, ma suona vivo e urgente come troppo spesso gli album dei rapper con la metà degli anni di Militant A non riescono a essere. “Fanculo ci siamo anche noi” parte da una considerazione semplice: “Il tè più buono lo fanno in Palestina”, e da questo costruisce un racconto amarissimo ma pieno di voglia di combattere e di affermare a gran voce “è genocidio”.
Nel toccare questi temi in modo così esplicito gli Assalti Frontali risulteranno divisivi, indigeribili per chi ha una posizione diversa e forse difficili da comprendere per chi da certe questioni rimane lontano, ma a prescindere dall’adesione al loro punto di vista, si dimostrano capaci di praticare ancora un rap di pensiero e protesta, di messaggio e di lotta, come quasi nessuno fa più in Italia e pochi fanno, ormai, in tutto il mondo.

Tracklist

  1. Notte immensa
  2. Subito fuoco
  3. Focus sulle rime
  4. Sognatori
  5. Più che si può
  6. Lascia la mente libera
  7. Casilina international
  8. Tutti i confini
  9. So’ già rientrato
  10. Nel barrio
  11. Fanculo ci siamo anche noi


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