Sarah Davachi - The Head As Form’d In The Crier’s Choir

2024 (Late Music)
avantgarde, drone, sacred music
Un profondo senso di trascendenza si irradia dalle stanze del suono erette da Sarah Davachi. Ogni sua opera definisce un rituale intimo, il cui rigore non attenua un portato emozionale sempre presente, atto a costruire una liturgia aurale immersiva, imprescindibilmente connessa alla pratica dell'ascolto profondo teorizzata da Pauline Oliveros e alle possibilità offerte dal binomio suono continuo/cambiamento graduale esplorato da Eliane Radigue.

Il suo ultimo lavoro - ideale conclusione di un trittico avviato con "Antiphonals" (2021, Late Music) e "Two Sisters" (2022, Late Music) - ha nel mito di Orfeo il suo fondamento, filtrato dalle parole di Rainer Maria Rilke e dalle musiche di Claudio Monteverdi, e mira a condensare in un unico itinerario l'attitudine alla composizione elettroacustica e la produzione di partiture da camera. Ai versi del poeta austriaco di origine boema fa riferimento il titolo dell'album, mentre il compositore italiano viene omaggiato in "Possente spirto" con il suo connubio di trame sintetiche e nastri intersecato da incursioni di archi e ottoni, struttura direttamente ripresa dall'omonima aria.

Pur tornando alla prediletta strumentazione analogica (Mellotron, Korg CX-3, Prophet 5 e Korg PS-3100) e ricorrendo a piccoli ensemble cui offrire una scrittura aperta all'alea dell'interpretazione, è ancora l'organo a canne a dominare, plasmando interamente con la sua voce solenne segmenti solisti e fornendo il registro basso agli episodi corali.
"Prologo" e ancor più la splendida "Night Horns" danno un nuovo efficace esempio della totalizzante forza evocativa estrapolata dagli strumenti utilizzati - Bologna, Helsinki, Oberlin e Tolosa si aggiungono all'ideale giro del mondo musicale - mentre episodi quali "Trio For A Ground" e "Res sub rosa" mettono in mostra la capacità dello stesso di essere guida per tessiture di voci, archi barocchi e fiati.

A mantenersi ugualmente inscalfibile, anche quando la costruzione è interamente elettronica ("Constants") è l'afflato mistico veicolato da ogni singola traccia, specchio di una ricerca che mira a innalzare ambienti sonori maestosi in cui muoversi con attenta lentezza assaporando l'alternarsi di luci e ombre. Semplicemente incantevole.

Tracklist

  1. Prologo
  2. Possente Spirto
  3. The Crier's Choir
  4. Trio For A Ground
  5. Res Sub Rosa
  6. Constants
  7. Night Horns

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