Il palermitano Antonino Pedone alias Shapednoise, trasferito a Berlino, è impegnato da oltre un decennio nella ricerca di un sound di sintesi, capace di inglobare techno, industrial, rumore e un contorto senso del beat. Dalla techno deformata di “Until Human Voices Wake Us” (2013) alla tensione asfissiante che si respirava nel più astratto “Different Selves” (2015), una versione deflagrata e apocalittica della musica elettronica da ballo, ha mosso verso soluzioni più hip-hop in “Aesthesis” (2019) e soprattutto in questo “Absurd Matter”, composto in seguito a gravi problemi all'udito che hanno colpito il compositore dal 2022.
Pur nella sua brevità finanche eccessiva, l’ascolto è un’esplorazione compiuta e suggestiva di un paesaggio sonoro post-apocalittico dove le meccanizzazione della techno berlinese si scontra e si fonde con l’elettronica più scomposta e l’hip-hop più astratto. Il fatto che il beat prenda forma dai clangori di “Family”, con la collaborazione eccezionale del duo Armand Hammer, cioè Billy Woods e Elucid, permette di riscoprire un elemento umano sotto forma di voci, pur deformate e distorte in modo estremo; non a caso, si ripete ossessivamente la frase “I’m not supposed to be here”, l’ideale epitaffio di un sopravvissuto all’apocalisse. Il rumorismo assordante di “Know Yourself” nasconde un altro hip-hop deflagrato, rappato sull’orlo di una crisi psicotica da Zelooperz, mentre il jazz-rap feroce di “Poetry”, non a caso con Moor Mother, fluttua in una pulsazione allucinata.
Con l’assenza della voce, invece, le composizioni si liberano dei pur laschi elementi di regolarità, puntando a un espressionismo post-umano altezza Lotic (“Swash”) che ritrova un groove robotico quasi per sbaglio (“Savage Mindedness”), tra Death Grips e certi Autechre. La decostruzione della musica elettronica raggiunge un apice in “Weighty”, che applica il metodo ai bassi violenti della trap, tramutandone le mitragliate di hi-hat in sinistri glitch e distorcendo tutto fino a intensità psichedeliche.
Il mondo inospitale dipinto in “Absurd Matter”, un esperimento di rottami di hip-hop ed elettronica fusi insieme, si rivela particolarmente asfissiante in “Twisted Skills”, il brano più vicino all’idea di una rifondazione androide dell’hip-hop: passo lento e minaccioso, melodie terribilmente deformate, l’ombra di un linguaggio inumano che sembra trasparire dalla cacofonia come un alfabeto inconoscibile e alieno.
Il futuro dipinto da Shapednoise è nerissimo eppure affascinante, l’impero delle macchine che fagocita la cultura umana per riproporla a sua immagine. Negli anni della rivoluzione dell’IA, questa è la rappresentazione dell’esito più nefasto possibile dell’evoluzione di questa tecnologia.