All'ingresso dell'Infinity Club si viene accolti da un messaggio globalista di benvenuto, espresso in una moltitudine di lingue. "Infinity Club" è uno spazio immaginario, frutto della creatività dalla dj e
producer canadese Kirsten Azan, nome d'arte Bambii, protagonista della scena elettronica di Toronto per aver lanciato la popolare serie di party denominata JERK, evento che si svolge da quattro anni a cadenza semestrale, un fenomeno da esportazione, con edizioni realizzate anche a New York, Los Angeles, Montreal e un probabile prossimo sbarco in Europa (tanto per cambiare si parla di Berlino, Londra e Parigi). La colonna sonora delle serate JERK è un mix di
club music (intercettata in ogni angolo del globo) e ritmi caraibici, ingredienti attraverso i quali Bambii sta plasmando quello stile multiforme che caratterizza le sue
dancehall songs, ponendosi come riferimento di un'intera
community alla ricerca della piena libertà d'espressione.
Bambii durante il periodo di lockdown intraprese un fitto scambio di messaggi con
Kelela e, terminata la pandemia, da quell'amicizia scaturì una proficua collaborazione su alcune tracce confluite poi in "
Raven", uno degli album di area r&b più apprezzati nel 2023. Nel frattempo, la
producer ha proseguito la fitta attività di pubblicazione di singoli, e oggi "Infinity Club" ne raccoglie quattro fra i più recenti, accanto a tre inediti.
Dal punto di vista stilistico si spazia dalla spedita jungle
Jamaican style di "One Touch" all'elegante modern r&b di "Hooked" e "Sydanie's Interlude" (nobilitate dai
featuring di Aluna e Sydanie), dalle influenze
grime contenute in "Body" ai
beat 2-step garage che danno vita a "Slip Side" (con il
flow di Ragz Originale e le linee vocali affidate a Lamsi), passando attraverso la personale interpretazione del reggaeton fissata in "Wickerd Gyal", ospite Lady Lykez, per la verità l'episodio meno interessante.
Una produzione eclettica, moderna, fluida, canzoni concise che si susseguono come in un
dj set; nella sontuosa
title track, posta a fine
tracklist, il testo è l'esortazione al dj di turno: "Give them something nice!". E dentro "Infinity Club" la selezione è senz'altro accurata e accattivante, una fusione di
breakbeat e
nu-soul, che acquisisce personali coloriture, non soltanto figlie delle origini giamaicane di Bambii, ma al contempo agevolate dall'ambiente multiculturale di Toronto.
Raccolta di materiale per gran parte già diffuso, "Infinity Club" è una sorta di piccola antologia centrata sulla prima parte della carriera della giovane artista (mancano in realtà i primissimi singoli, rintracciabili comunque nelle piattaforme in streaming), che si distingue per una forte sensazione di uniformità, nonostante il
crossover di idee e stili contenuti.