Tornano i Katatonia con un nuovo album dal tetro titolo "Sky Void of Stars". La scrittura delle canzoni si mantiene in linea con lo schema dell'ultimo decennio, incentrato su melodie malinconiche ma accattivanti, in cui il senso di dolore è posto al servizio dell'atmosfera e dell'emozione. Gli arrangiamenti, mantenendo la consueta cura per il dettaglio sonoro, si fanno però più pesanti rispetto al precedente "
City Burials". Si recupera un piglio distorto vicino a "Night Is the New Day" e anche al classico "
The Great Cold Distance", ma meno drammatico e spettrale, più romantico e intimista - come consolidato a partire da "
Dead End Kings".
Tra i momenti migliori c'è "Colossal Shade", con i suoi
riff tenui ma taglienti ad accompagnare le trascinanti linee vocali di Jonas Renkse, maestro nel coniugare radiofonicità e amarezza; ma in alcuni passi ricorda troppo il brano del 2009 "The Longest Year". "Opaline" è una
power-ballad dolceamara che funge da catarsi al crocevia tra pop-rock emozionante, tinte goth e potenza alternative-metal.
"Drab Moon" cattura con il suo sapiente equilibrio tra atmosfere oscure, giochi sonori evocativi e schitarrate. "Author" è forse il punto più cupo del lavoro, guidato dalla dolente voce di Jonas Renkse in un'avvolgente interpretazione. Sul finire, "Sclera" è da lacrime, "Atrium" delicata e travolgente insieme.
Il resto del disco si destreggia con equilibrio su queste coordinate con canzoni discrete e oneste, con solo piccole ripetizioni occasionali, e l'ospite Joel Ekelöf dei
Soen in "Impermanence" che è un po' melodrammatico. A svettare è sempre il perno Renkse, vocalmente carismatico e autore di testi tra i più sentiti di sempre della sua produzione.
I Katatonia hanno trovato da tempo la loro formula definitiva, con un'impronta personale subito riconoscibile incentrata attorno a Jonas Renske (ormai unico autore e mente direttiva), pur al prezzo di non osare più come in passato. A variare sono i dettagli e la bontà delle singole canzoni. Ma chi cerca sorprese o non apprezza l'approccio recente li troverà ormai troppo auto-indulgenti.