Soen

Imperial

2021 (SIlver Lining Music) | progressive metal

Di supergruppi dagli Emerson, Lake & Palmer in poi è pieno il mondo. I Soen hanno la peculiarità di essere svedesi e di aver unito musicisti provenienti da esperienze anche molto diverse tra loro, passando dal progressive metal del batterista Martin Lopez (Opeth, Amon Amarth) e del cantante Joel Ekelöf (Willowtree) al thrash metal del bassista Steve DiGiorgio (Death, Testament), infine completando la line-up col chitarrista Joakim Platbarzdis. La formazione negli anni si è aggiornata in particolare col chitarrista Cody Ford e il sound si è sempre più strutturato verso ritmi molto contorti che ricordano i Tool, ma con un formato canzone più tipico (brani tra i quattro e sei minuti), con una ricerca costante di melodie che possono riportare alla mente le atmosfere degli Opeth.

Questo muoversi tra Opeth e Tool è stato il loro punto di equilibrio fin dall'esordio del 2012 (“Cognitive”), anche se negli anni sembra prevalere l’aspetto metal su quello progressive. “Imperial” si pone come evoluzione dei lavori precedenti con otto potenziali hit metal, che danno l’idea di poter far diventare quest’album un futuro classico.
Disco anthemico e per certi versi vintage (gli assoli), irruento e provocatorio, urla la necessità di un cambiamento positivo del modo di vivere dell’umanità. Una chitarra rapidissima e una batteria iper-tecnica fanno da sfondo a testi non banali, che riflettono sulla condizione umana dalla prospettiva delle vittime di discriminazione e sulle conseguenze del nostro atteggiamento passivo condizionato dal mondo nuovo creato dai social network.

Ne è un esempio “Antagonist”, brano che rappresenta un punto di arrivo di un processo iniziato anni prima e che ha tutto per essere una hit mondiale; dai ritmi serrati a una melodia/inno che rimane subito nella memoria, sino a un video potente ed esplicativo delle idee dei Soen. Homo homini lupus, sembrano dirci i Soen, urlando di un mondo alla deriva a causa dell'egoismo dei padroni dell’impero (il titolo del disco) e delle vittime narcotizzate dai social network, che si vendono in cambio di una vita deprimente. Un invito a “sparare con la propria pistola", dar voce alla propria rabbia: una guerra metaforica dove il nemico è ogni ingiustizia.
“Lumerian” parte con un riff decisamente in stile Tool per poi divenire un classico brano Soen, “Monarch” rallenta i ritmi e ci parla di un mondo in cui si “costruiscono imperi sulle rovine”. “Illusion” e "Fortune" sono due ballate metal talmente melodiche che se fossero state pubblicate negli anni Ottanta avrebbero potuto persino scalare le classifiche.

“Deceiver” e soprattutto “Dissident” si muovono sulla falsariga di “Antagonist”, con potenza, velocità ai limiti e suoni molto puliti, come solo musicisti con una tecnica superiore possono realizzare. Buon album, dunque, che fa raggiungere ai Soen un punto di arrivo di una carriera giunta al quinto lavoro senza smagliature.

(22/02/2021)



  • Tracklist
  1. Lumerian
  2. Deceiver
  3. Monarch
  4. Illusion
  5. Antagonist
  6. Modesty
  7. Dissident
  8. Fortune


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