Linda Sikhakhane è nato a Umlazi, in Sud Africa, nella provincia riconosciuta nel 1994 come KwaZulu-Natal (la terra degli Zulu), e oggi vive a Oslo, in Norvegia. Da ragazzo ha studiato presso l’università del suo paese, laureandosi in "Jazz & popular music".
Dopo un album d’esordio pubblicato privatamente (“Two Sides, One Mirror”), Sikhakhane registra il suo secondo disco dal vivo a New York, il 9 maggio del 2019: “An Open Dialogue” è il risultato di un anno di studi con Billy Harper, Charles Tolliver e Reggie Workman.
Il fraseggio dei sassofoni (soprano e tenore) di Linda Sikhakhane è fluido e pulito, il suo timbro ricorda quello di una voce ferma e decisa. Pacata. Ad accompagnarlo sulle otto tracce del suo nuovo lavoro, “Isambulo”, c’è un trio di giovani musicisti svizzeri: il pianista Lucca Fries, il contrabbassista Fabien Iannone e il batterista Jonas Ruther; oltre al percussionista sudafricano El Hadji Ngari Ndong.
“Inner Freedom (revisited)” è una rivisitazione dell’omonima traccia già presente sul disco d’esordio di Linda Sikhakhane: nella nuova versione il brano acquista lucentezza, diventando quasi una preghiera, un manifesto di spiritual jazz sorretto da un lento groove che lascia spazio agli assolo di sax soprano e pianoforte.
Due delle otto composizioni in scaletta sono cantate: su “uNongoma” c’è la voce di Paras a colorare con il suo stile griot blues la lenta ballata orchestrata dal giovane quartetto; mentre su “A Day Passed” la cantante austriaca Anna Widauer riscalda la melodia del brano con uno stile decisamente più classico.
Sul bel finale dell’album, “Hymn for The Majors”, Linda Sikhakhane si lancia in un assolo di spiritual jazz nello stile di Pharoah Sanders.