Ibisco - Nowhere Emilia

2022 (V4V/Universal)
elettro-pop, songwriter, wave
Ricondurre una città multiculturale e comunemente ritenuta aperta al mondo come Bologna alla sua dimensione prettamente territoriale, emiliana e addirittura padana, ad ogni modo provinciale: questo è ciò che cerca di fare Filippo Giglio, in arte Ibisco, con il suo Lp d'esordio.
"Nowhere Emilia" è un disco che fin dal titolo cerca di esprimere una contraddizione, linguistica ma anche semantica. "Nowhere", da nessuna parte, in nessun luogo, parola scomponibile con uno sforzo di fantasia molto semplice ma efficace in "now here", "ora qui".
Una sensazione di spaesamento, quella che vive il giovane autore classe 1995, condivisa da molti suoi coetanei, divisi tra i sogni di fuga dall'immobilismo della pianura e le speranze di cambiamento, di far smuovere la situazione, anche in una città che sembrerebbe non averne alcun bisogno, che parrebbe diversa e avulsa dal suo ambiente circostante.

La musica di Ibisco rispecchia perfettamente quest'idea, questa dicotomia tra una staticità decadente e il desiderio di danzare sulle difficoltà.
I suoni scelti dal cantautore felsineo per questo affresco contrastante intrecciano pulsazioni wave minimali, un synth-pop a tinte bianco-nere e un cantautorato moderno e spigliato, che a tratti strizza abilmente l'occhio alla parte migliore dell'it-pop.
L'atmosfera del disco è principalmente scura e desolata, come nella dolce e riflessiva "B", dove la città, nonostante le sue incoerenze, è presentata come una difesa per le proprie fragilità, e nella cadenzata "Houtunno", dove il testo snocciolato come un mantra si fa specchio dell'intero lavoro.
E non sai averci, non pensi che
Da qua qualcosa ci vendicherà
Da qua lontano dimentichi
Provincia, il mondo ci respirerà
Come anticipato, però, la componente ballabile è altrettanto importante nelle intenzioni di Ibisco ed è per questo motivo che prendono vita piccole gemme da dancefloor indie ("Ragazzi", "Pianure", "Chimiche" ma anche "Quartieri" e "Tintoria") debitrici tanto di Cosmo quanto dei Depeche Mode.

Molto interessante risulta essere anche il lavoro svolto sulla vocalità, che non segue traiettorie cupe e inflazionate nell'ambito di atmosfere così buie, ma si fa estremamente vitale, quasi adolescenziale, delineando più di un momento da cantare a pieni polmoni.
Ibisco si dimostra, nonostante la giovane età, anche autore smaliziato, come quando imbastisce gli scenari di "Bologna Nord" su una base simil-trap o quando le sue melodie ammiccano a canzoni ben note, come nel caso dei cori di "Quartieri", che rimandano la mente alla "Dirty Harry" dei Gorillaz, o le linee di "Tintoria", che si avvicinano intelligentemente alla caciarona "Dieci, Cento, Mille" del duo elettronico Brothers.

Filippo Giglio riesce, nonostante qualche pecca dovuta alla poca esperienza ma anche al tanto coraggio, a tratteggiare un efficace immaginario in chiaroscuro che ritrae una città, una provincia, una regione, l'ossimorico paradigma di un non-luogo con nome e coordinate ben precise, dove la gioventù tenta incessante di "rubare le notti al buio padano".

Tracklist

  1. Meduse
  2. Bologna Nord
  3. Ragazzi
  4. B (feat. Enula)
  5. Pianure
  6. Houtunno
  7. Chimiche
  8. Quartieri
  9. Tintoria
  10. Luci








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