Un esordio marcato da un singolo goth-folk e da un video altrettanto forte e simbolico ha stimolato non poco la curiosità dei fan dell’alternative country. Prodotto da Dave Cobb, “Black Is The Colour” ha rappresentato per la ragazza di Edmonton un primo incerto passo nel mondo del
new country, ma la presenza di
Sturgill Simpson, come attore nell’inquietante video di “Bobby Reid”, annunciava una piccola rivoluzione. Difficile, infatti, non notare il ruolo di Simpson nella ridefinizione stilistica di Lucette (Lauren Gillis), quello che infatti necessitava alla cantautrice canadese era un produttore abile nel proiettare in un futuro distopico la natura retrò delle sue canzoni.
Con il secondo album “Deluxe Hotel Room”, Lucette entra nello stesso immaginario di
Lana Del Rey, portando con sé la sensibilità poetica di
Leonard Cohen e
Buffy Sainte-Marie, ovvero di due espressioni artistiche ben diverse eppur tipiche della sua terra: il Canada.
La contaminazione pop di Lucette genera ibridi stilistici di rara suggestione, i tempi cadenzati e ipnotici della
drum-machine in “Out Of The Rain” sono intrisi di un romanticismo che brucia come un quintale di ghiaccio, nonostante l’assolo di sax tenti di renderlo più caldo e avvolgente, e il battito soul-pop di “Full Moon Town” ha il lascivo fascino della stagione d’oro di Mtv.
Lucette non teme di confrontarsi con un mondo artistico meno nobile di quello cantautorale: anche quando flirta con atmosfere più folk, non disdegna soluzioni d’arrangiamento lussuose (“Fly To Heaven”, la
title track), gli elementi vintage sono rielaborati con canoni pop alla Nancy Sinatra (“Angel”), con tanto di sentito omaggio all’estetica da diva di Lana Del Rey nella più noir “California”.
Nei poco meno di trenta minuti di “Deluxe Hotel Room” c’è tempo per un’altra piccola perla di saggezza lirica e armonica, dopo aver introdotto piccoli elementi psych-folk in “Crazy Bird”, Lucette mette a segno una deliziosa ballata introspettiva (“Talk To Myself”), il cui fluire soave e malsano evoca
Hope Sandoval, altra potenziale icona stilistica di un’artista in continua crescita, pronta a spiccare il volo verso un futuro ancor più luminoso.