Presentato in apertura a un concerto di William Basinski e Lawrence English a Ravenna, il nuovo album di Adriano Zanni è un album fortemente multimediale, un’esperienza a tutto tondo che intrappola l’ascoltatore nel proprio film mentale. Abbandonato il moniker di Punck ma non il suo modus operandi, il fotografo romagnolo riesce ancora nel difficile tentativo di fare collidere immagini e musica grazie al suo sagace uso dei field recording, registrati tra l’ospedale e i territori limitrofi alla sua casa a Marina Romea.
“Ricordo quasi tutto” si muove nel territorio dove Zanni è maestro, tra analogico e digitale, in quei paesaggi che sanno prendere vita e fare parlare le nostre più antiche memorie, lasciandoci inermi ad ascoltarle. Proprio per questo, ogni titolo del disco riprende semplicemente ciò che la traccia include al suo interno, affidando la ricerca del significato di questi suoni alla mente dell’ascoltatore. Dallo scrocchiare delle conchiglie sotto ai piedi di “Conchiglie, cani, gabbiani, mare e nebbia”, passando per la tempesta di “Paura, fulmini e saette”, l’ambientazione sembra essere quella del mare d’inverno, testimone oculare dei nostri tormenti.
Sono ossessioni in musica in cui la presenza umana rimane inizialmente silenziosa, almeno fino alla detonazione di “Onde sinusoidali, esplosioni e inutili ricordi” che ci trascina letteralmente nel lacerante vortice di “Verso il nulla”.
Aggiungi OndaRock alle tue Fonti preferite su Google Discover. Non perderti le nostre recensioni, le pietre miliari e le ultime news direttamente nel tuo feed.
13/04/2019