Le pieghe più intime della costa romagnola, i suoni di questo ambiente, il cinema di Antonioni e Tarkovskij. Sono elementi e suggestioni che tornano prepotenti se pensiamo alla produzione musicale e fotografica di Adriano Zanni. Tracce a lungo esplorate, approfondite e riviste per essere riversate in un insieme di lavori coerente, ma mai ridondante. Ed è lì che ci si immagina di ritrovarlo ancora. Inatteso – anche se non inedito, basti tornare all’Islanda di “Siamo quasi tenebra” – ecco invece arrivare un cambio di rotta repentino, quasi spiazzante.
“Post Dub Cities” si allontana dalla geografia abituale per indagare visivamente luoghi differenti, scorci di realtà urbane distanti, catturate in frangenti contraddistinti dalla totale assenza dell’uomo. Immagini inusuali per realtà quali Vienna, Amsterdam, Barcellona e Berlino. Sono solo alcune delle città selezionate, ma la loro individuazione specifica risulta secondaria. Ad essere preminente è il senso di vuoto, l’aura da spazio metafisico che ne risulta. Guido Morselli e Italo Calvino sono riferimenti letterari dichiarati.
Altrettanto inaspettata, ma perfettamente funzionale è la scelta sonora che si affianca alle fotografie. Esclusa la pratica del field recording Zanni si affida a pulsazioni profondissime e frequenze basse imperanti. Elettronica atmosferica, dichiaratamente afferente al territorio dub, che ricalca con il suo insieme di eco, riverberi e delay lo stato spettrale di un mondo sospeso ripreso in modo rigoroso in un elegante bianco e nero.
L’industrial rallentato di “Crisopoli” in apertura setta le coordinate dell’album senza esitazione. Un percorso oscuro, che disegna un universo contemplativo di trame singhiozzanti (“Craco”), oscura ruvidezza (“Gunkajima”) e dubstep rarefatto (“Fordlândia”). Variazioni apparentemente minime, necessarie a scongiurare la ridondanza di un insieme profondamente coeso, che ancora una volta necessita della prossimità della parte visuale per sprigionare appieno il suo potenziale.
Aggiungi OndaRock alle tue Fonti preferite su Google Discover. Non perderti le nostre recensioni, le pietre miliari e le ultime news direttamente nel tuo feed.
01/11/2026