AUS - Mere Meer

2026 (Squama)
ambient, new classical, traditional

Aus, nome d’arte del produttore e compositore endochiano Yasuhiko Fukuzono, coltiva un ideale di bellezza discreto e sommesso. La sua cifra compositiva è la sobrietà, e una dolcezza sonora che rende i suoi lavori sospesi e tenui. Una linea d’ombra nella quale tradizione e modernità coesistono senza contrasto, con la tensione rituale tipica della teatralità giapponese.

Ogni brano è un’occasione, una visione offuscata, un presentimento; un ricordo remoto che presto si disperde nell’ambiente come una leggera increspatura d’incenso. L’eco degli elementi, ricalcando suggestioni acusmatiche, recita come tanti fūrin al vento fresco di primavera, risvegliando una dignitosa insostenibile nostalgia.

Il pianoforte incede con il rigore estetico di Sakamoto, appoggiandosi dolcemente ai granulosi tappeti elettroacustici. I lunghi accordi isolati elevano la pausa (“Rawstate”, “Als ob”), liberando in essa il portato esistenziale dei field recording e dei campionamenti vocali. Canti mattutini, cori religiosi, cut-up radiofonici, conversazioni e rumori legati a consuetudini casalinghe, le voci agiscono come maschere Nō in una fissità scultorea ed espressiva. Sono meridiane che usano la luce per proiettare ombra, catalizzatrici di sentimento (“O/O” “Presence”).

La capacità evocativa di questi frantumi sonori li rende correlativi oggettivi, proiezioni verso età dimenticate e spazi irraggiungibili, confinati ricordi, comuni o personali, di imperscrutabile profondità. Le lievi armonie, ripetute con minime variazioni (“Noctide”), arricchite dalle modulazioni dei synth, concorrono a intensificare l’atmosfera d’incantato. Sono meraviglie sull’orlo di un inevitabile oblio, come le cartoline di Yoshimura. Nel modo minimale di Taylor Deupree (che firma il master del disco) le fluttuazioni del comparto elettroacustico agiscono sugli strumenti tradizionali arricchendone il perimetro e trasfigurandone la forma attraverso i propri artefatti (“Slow life” “Umi”).

Un album elegante, che dà seguito al grande stile della moderna ambient giapponese, ben rilevata dal Kankyo Ongaku. Notabile soprattutto è la capacità di Aus di trasferire gli elementi della tradizione nella modernità senza intaccarne la forza suggestiva, senza relegarli a fossili inerti, ma ravvivandoli come vivaci Tsukumogami. Si intende quella leggenda del folklore nipponico che vorrebbe gli oggetti di uso comune, raggiunto il secolo di vita nel medesimo ambiente, trasformarsi in spiriti del focolare (benigni o maligni a seconda delle circostanze). Una metamorfosi che qui si presta a esiti molto raffinati, come nello shibusa, dando vita a impeccabili quadri di sobrietà e compostezza.

OndaRock Logo

Cavalca l'onda della grande musica

Aggiungi OndaRock alle tue Fonti preferite su Google Discover. Non perderti le nostre recensioni, le pietre miliari e le ultime news direttamente nel tuo feed.

30/10/2026

Tracklist

  1. 1. Rawstate
  2. 2. Als Ob
  3. 3. Amami
  4. 4. O/O
  5. 5. Presence (feat. Silver Ley)
  6. 6. Veil
  7. 7. Noctide
  8. 8. Slow Life
  9. 9. Sou
  10. 10. Umi
  11. 11. Suns
  12. 12. As Found