Robert Earl Thomas - Another Age

2018 (Captured Tracks)
pop, songwriter
E anche per Robert Earl Thomas è giunto il momento di procedere in autonomia. Il chitarrista e cantante dei Widowspeak, libero dall’ingombrante presenza di Molly Hamilton, con “Another Age” prova a plasmare una propria identità stilistica, e lo fa abbracciando il suono americano anni 80 che i War On Drugs hanno portato di nuovo agli onori della cronaca, e della critica.

Alle nuance più psych-folk della band d’origine, il musicista avvicenda un country-pop radiofonico, che tra sonorità elettroniche ed acustiche, mette in piedi un curioso ibrido tra la glacialità estatica di certo indie-folk e le esternazioni più pop di Tom Petty e Bruce Springsteen. L’attitudine al ritornello carezzevole ma mai incisivo, brevettata dai Widowspeak, alla fine prevale, lasciando emergere quel retrogusto dolceamaro che confina intellettualmente con la mancanza d’originalità e di creatività.
La malinconia ovattata e sognante della title track, il mood più oscuro e il ritmo pulsante di “The Weather”, la sensualità della steel guitar di “I Remember” e l’arpeggio acustico della suggestiva ballata on the road “Wednesday Morning” seducono e si lasciano riascoltare con piacere, ma non tutto funziona come dovrebbe in “Another Age”.

Non sono solo le modeste qualità vocali di Robert Earl Thomas a sollevare qualche perplessità, ma anche delle cadute di stile nella scrittura, come il brogliaccio lirico di “My Fault”, l’eccessiva lungaggine della coda strumentale di “Cryin’” e l'esiguità del singolo “What Am I Gonna Do”. Più interessante il minimalismo pop alla Luke Haines di “Winona Forever” e la conclusiva "Word Of Mouth" con Molly Hamilton ai cori, due brani che completano senza infamia e senza lode un esordio solista piacevole, a tratti interessante, ma privo di carattere.




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