Lionel e Marie Limiñana sono due musicisti di Perpignan attivi dal 2009, la cui fama ha da qualche anno varcato i confini della Francia, grazie a una tenace e dinamica formula sonora dalle profumazioni
vintage a base di chitarre, tastiere, sitar, tamburi e vellutate distorsioni in chiave psych.
Giunto al sesto album, il duo francese The Limiñanas non sembra intenzionato a modificare nulla del sensuale e avventuroso garage-rock tinteggiato di psichedelia e tentazioni pop, facendo anzi tesoro delle esperienze condivise con musicisti come
Pascal Comelade,
Peter Hook e
Anton Newcombe, quest’ultimo fautore del nuovo album “Shadow People” al punto da offrire il suo studio di registrazioni in Berlino per il missaggio finale del progetto.
Avventuroso e sensuale, il nuovo disco del duo rimette in gioco l’intelligente futilità del rock’n’roll, pescando nel giardino segreto dei
Velvet Underground (“Le Premier Jour”), citando
Morricone (“Ouverture”, “De La Part Des Copains”) e sporcandosi le mani nel morbido
feedback dei
Jesus And Mary Chain (“Instanbul Is Sleepy”).
Gli elementi messi in gioco modellano un costante e ipnotico
groove trance-psych, sul quale i musicisti introducono accattivanti
performance vocali in grado di dirottare le atmosfere verso un synth-pop colorato di noir (“The Gift” con Peter Hook al basso) incrociando
Syd Barrett (“Pink Flamingos”),
Serge Gainsbourg (“Dimanche”) e i
Love (“Shadow People”).
Mai pretenzioso, anzi intrigante, ambiguo, misterioso, alieno, il nuovo disco dei Limiñanas è un album che funziona grazie alla continua e incessante sequenza di luci e ombre che si mescolano al punto da creare una sequenza cinematica dai toni surreali, onirici.
Un pulp-movie sonoro dagli intensi toni monocromatici come il rosso sanguinolento che caratterizza la copertina, che volendo può essere racchiuso in una sola parola: sexy.