Ci riprova Strueia, dopo un album e un Ep già ben accolti, e questo pare essere davvero il lavoro della svolta. Giovane cantautore, attualmente anche batterista negli Sky Of Birds, Strueia si circonda di fidati amici per dare vita a dieci tracce nelle quali malinconia e minimalismo viaggiano a braccetto.
Tutto è ben sintetizzato nel titolo: la chitarra, perché tutto è partito da accordi e arpeggi concepiti sulla sei corde, il bosco, come luogo prediletto per lunghe passeggiate riflessive, lo spleen, come grande forza aggregante.
Le atmosfere autunnali la fanno da padrone, e indossati i panni del crooner, sotto l’attenta produzione di Filippo Strang, Strueia lascia entrare giusto qualche raggio di sole (nell’indie-pop di “Agosto”), ma quasi sempre resta pensieroso in riva al fiume.
Nella sontuosa “Canzone del Binge Watching” troviamo la chitarra di Cristiano Pizzuti (Desert Motel, Black Tail) e il basso del critico musicale Gianluca Testani, altrove danno una mano Flying Vaginas e Mosquitos.
Ne esce fuori un disco corale, collaborativo, ma al contempo decisamente personale, nel quale i tre elementi citati nel titolo si inseguono e si incontrano più volte.
Tutto gira bene, ma tutto sommato lo preferiamo quando prende il coraggio a piene mani e si lancia piacevolmente fuori tema, come nell’energico light shoegaze “Una coppia”, nello strumentale denso di groove “Tutto Ok” e nell’idea di aggiungere quel sassofono (suonato da Gianluca Franconetti) che colora il finale di “Wow”.