“Paradise” segna un altro passo verso una maggiore “accessibilità” del sound: la stessa frontwoman Mish Way in alcune interviste ha sottolineato l’ulteriore enfasi posta sul songwriting, a dispetto dell’etica punk che – a suo dire – vede l’evoluzione esclusivamente in ottica negativa.
Emerge inoltre la volontà di registrare un album dai suoni “attuali”: “I wanted it to sound new. I wanted a record that sounded like it was made in 2016”.
Ed effettivamente l’accento posto sulla componente melodica si nota fin da subito: nell’iniziale “Dead Weight” troviamo un suono ripulito, sebbene riconoscibile nei suoi tratti fondamentali, quelli di un hardcore melodico che arriva però a lambire il power-pop in brani come “Below” e “Hungry”.
Non hanno comunque smesso di graffiare, i White Lung: la chitarra di Kenneth Williams “viaggia” ancora alla grande, e in alcuni passaggi (“Kiss Me When I Bleed”, “Demented” ) ritornano le più aggressive coordinate sonore delle loro precedenti fatiche.
La voce di Mish Way domina ancora una volta la scena, ed è una “voce” senza dubbio interessante la sua, anche per le lyrics, frutto della penna di un’appassionata femminista.
Del resto, la Way è laureata proprio in Scienze della comunicazione e porta avanti da tempo una parallela carriera come giornalista. Al suo attivo numerosi “pezzi” per riviste web e attualmente anche una “rubrica della posta”, titolata “Ask Mish”, sul magazine di Vancouver “Westender”, dove tratta i più disparati quesiti in tema di sesso e dintorni.
Vedremo se questo “Paradise” riuscirà a cambiare le cose, forte di un sound non ruffiano ma sicuramente più ammiccante che in passato. Per quanto mi riguarda, il verdetto è ancora una volta positivo: sebbene al momento “Deep Fantasy” resti il loro apice creativo, il nuovo lavoro ha tutte le carte in regola per guadagnarsi una heavy rotation.
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12/05/2016