CASPIAN - Dust And Disquiet

2015 (Big scary monsters)
post-rock

Giunti al quarto album, i Caspian affrontano la prova più difficile e coraggiosa della loro ormai decennale carriera: a due anni dalla morte del bassista Chris Friedrich e tre anni dopo l’eccellente “Walking Season”, la band americana si conferma una delle realtà post-rock più importanti, con un progetto ambizioso e compatto.

Le prospettive sonore sono più chiare che mai, le matrici affondano sempre di più nel metal e nel progressive, con una serie di esplosioni sonore che, seppur più rarefatte e meno preminenti, trascinano i loro landscape apparentemente monolitici verso una brillante autonomia creativa.

“Dust And Disquiet” è per la band di Beverly (Massachusetts) la prova della maturità. La flessuosità e il dinamismo delle dieci tracce si eleva a pura dinamite in “Arcs Of Command”, una delle creazioni più intense ed energiche mai messe in piedi dai Caspian; d’altro canto, “Sad Heart Of Mine” fa fluttuare armonie e lirismo con un romanticismo mai sentito prima.

Spontaneità e perfezione convivono senza cacofonia, mentre strati sonori di chitarre, ritmi e inattese intrusioni orchestrali alzano il tiro senza farsi sopraffare dall’ambizione.

Non c’è un attimo di tregua in “Dust And Disquiet”, che siano le prevedibili note introduttive di “Separation No. 2” o quelle più epiche e suggestive di “Echo And Abyss”, lo scenario dell’improbabilità sonora resta vivo e possibile, abilmente celato dietro le infinite sfaccettature di un’evoluzione lirica naturale e a tratti impercettibile.

Il nuovo album dei Caspian più che un racconto è una favola, è come un luogo immaginario dove ciò che conta è l’innocenza. Il suono è però granitico, violento, eppure riflessivo, magico, attraversato dalla parentesi acustica “Run Dry”, tanto fugace quanto cristallina nella sua purezza lirica. Senza reinventarsi o nascondersi dietro inutili contaminazioni sonore, il gruppo americano incrocia fibrillazioni ritmiche quasi etniche in “Darkfield”, e infine addomestica il linguaggio rock nella conclusiva title track, ultima prova di coerenza e ispirazione che mette in moto le dita in cerca del tasto replay.

18/01/2016

Tracklist

  1. 1. Separation No. 2
  2. 2. Rioseco
  3. 3. Arcs Of Command
  4. 4. Echo And Abyss
  5. 5. Run Dry
  6. 6. Equal Night
  7. 7. Sad Heart Of Mine
  8. 8. Darkfield
  9. 9. Aeternum Vale
  10. 10. Dust And Disquiet

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