Twinsmith - Alligator Years

2015 (Saddle Creek)
indie-pop

Quartetto del Nebraska, i Twinsmith sono dotati di una buona dose di verve e del potenziale giusto per ereditare i fan orfani dei Vampire Weekend o degli Shins; surf-music, pop, fuzz guitar e organo scorrono a fiumi nel loro secondo album “Alligator Years” senza mai annoiare.
Suona familiare e rassicurante il pop dei Twinsmith, anzi, potrà capitarvi di associarlo a quelle college-band che impreversano negli horror movie e nei serial adolescenziali made in Usa, purtroppo senza alcuna peculiarità che possa distinguerli dalla miriade di band similari. Inoltre, la voce di Jordan Smith non è particolarmente originale e l’insieme rischia di apparire prevedibile e già sentito.

Non è difficile scorgere una serie di richiami e di curiosi paragoni durante l’ascolto delle dieci tracce. L’ossessione ritmica di “Constant Love” è figlia del miglior post-punk inglese, “Said And Done” è un elegante synth-pop stile Future Islands, e il tono introspettivo di “Dust” apre prospettive interessanti per il futuro della band.
“Alligator Years” si fa ascoltare con piacere, “Seventeen“ e “Is It Me” sono molto accattivanti, la title track è trascinante e divertente tanto da guadagnarsi il posto in una playlist personale, e “Carry On” lascia da parte la chitarre e affida al piano l’atmosfera delicatamente romantica senza cedere all’enfasi sentimentale.

In definitiva, “Alligator Years” è un album che mette in evidenza un buon potenziale, ma per i Twinsmith la sfida più ardua sarà riuscire a evolversi verso qualcosa di più originale e personale.

Tracklist

  1. Seventeen
  2. Alligator Years
  3. Is It Me 
  4. Shut Me Out
  5. Constant Love
  6. Said And Done
  7. Lost Time 
  8. Haunts
  9. Dust
  10. Carry On


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