Dopo un’esperienza come batterista, il siculo Davide Iacono si concentra su una delle sue grandi passioni, il pianoforte, e si ribattezza VeiveCura per dare alla luce una trilogia di album esistenziali.
Il primo “Sic Volvere Parcas” (2010) mette subito in chiaro le sue intenzioni in qualche brano nel bene e nel male fondamentale, “I giorni a ritroso”, un adagio per pianoforte nel più semplice e laccato stile neo-classico, poi incrementato in arrangiamenti da camera e fanfare, il valzer di “Volpe”, insieme il più veemente e il più imitativo, e i tocchi alla Sigur Ros di “Eri ieri”.
Questo breve e solo strumentale album suona come il preludio al secondo capitolo “Tutto è vanità” (2012), dove in effetti il canto dà una ragione d’esistere al progetto, ora più autenticamente impressionista, un Angelo Branduardi che fronteggia un aggraziato combo di post-rock da camera, o un Elliott Smith in un clima francescano, e più vario e complesso, fino alla festaiola e circense “Delfini”.
“Goodmorning Utopia” è invece più confuso. Per quanto alterni brani strumentali a canzoni cantate, le già poche idee sembrano essere arrivate al capolinea. Nuove cartoline dell’abusato post-rock Sigur Ros-iano e delle colonne sonore di Jon Brion comprendono “Ad Astra”, una sonatina per piano in due tempi, il breve crescendo di “Nei tuoi occhi legno”, e la più statica di tutte – ma adornata di risonanze elettroniche ambientali – “Goodnight Utopia”.
Il languore prevale anche sui momenti migliori: prima di disciogliersi in un altro pretenzioso adagio per pianoforte, “Utopia pt. VI-VII” mostra impeto minimalista, e allo stesso modo “Utopia pt. IV-V” nella prima parte anima la quiete di queste nature morte in una festa di fiati generata da uno xilofono pulsante. Completano canzoni alla Bon Iver letargiche e sciupate da scelte di arrangiamento ineleganti (“Young River”, “Oxymoron”).
Terzo e ultimo capitolo di una trilogia che – dato l’umore perfettamente uniforme – poteva risolversi in un unico disco di selezioni. Un dovizioso esercizio di suono plasmato e riplasmato e di allettante confezione. Registrato e masterizzato tra Modica (Salvatore Puma), Bologna (Andrea Suriani) e Wuppertal, Germania (Jonas David).