Da oltre vent’anni, dopo aver abbandonato gli Zoviet France, Mark Spybey è impegnato con il progetto Dead Voices On Air, lavorando su posizioni ambient-drone non esenti da tentazioni sperimentali. L’ultimo parto della sua ormai nutrita discografia è questo “Did Digger Do Jehovah”, aperto dalle trame vintage di “The Skies Sent Out A Sound”, costruite sulla giustapposizione di minimalismi pianistici e fibrillazioni melodiche che fanno pensare agli esordi di Suzanne Ciani. Muovendosi, dunque, tra sfocate modulazioni cinematiche e flebili pennellate nostalgiche, Spybey appronta le partiture avvolgenti “I Was Under A Calvary Cross” (ispirata a “Calvary Cross” di Richard & Linda Thompson) e “They Have Ears But They Hear Not”, riservandosi vaneggiamenti dal carattere più introverso per “Let The Hills”.
Oltre alla tradizione dell’ambient-music più trasognata e alle esperienze dei “corrieri cosmici”, il disco guarda sicuramente anche ai primordi della new age, un’influenza che fa sentire il suo peso nelll’afflato meditativo e nella pronunciata tensione spirituale che percorre un po’ tutte le tracce, ma che diventa predominante in numeri quali “As The Sand Of The Sea” (dove batuffoli dronici s’immergono in un ruscello ambient-pop che lentamente sprofonda in se stesso, lasciando il campo ad una mesmerica fluttuazione onirica) e in “They That Sow In Tears Shall Reap In Joy”, non lontana da posizioni Golden Retriever.
Quando, invece, le tonalità si fanno più sinistre, ecco una “The East Is From The West” che continua a rimuginare su se stessa, come assediata da inquietudini ancestrali, quindi abbandonandosi lentamente ad un deliquio fatalista.
Il disco, complessivamente godibilissimo, vanta le collaborazioni del chitarrista Christopher Rowlands e del Karanka String Quartet.
07/05/2014