Dopo la pubblicazione dell’esordio di Barna Howard, la Mama Bird si prende sulle spalle un nuovo rampollo del cantautorato americano: Kevin Large, come spesso accade apolide degli Stati Uniti e profugo da una costa all’altra.
Decisamente meno classicheggiante di Barna, Widower ha tutto il carattere emotivo e vagamente liturgico dell’Americana post-Duemila, che interpreta in modo decisamente credibile, non lontano dalle espressioni di un’altra etichetta, vicina anche nel richiamo ornitologico: la Yer Bird (si veda alla voce “Greater Pacific”).
Morbide composizioni, arrangiate con garbo (con un pianoforte che rinfresca la più prevedibile presenza di dobro e slide), si sposano idealmente col timbro tenue, navigato di Large, mite menestrello di risaputi drammi d’amore (“Grasp”, “Oh Catherine, My Catherine”).
La presentazione country-rock (“Jumper Cables”) lascia in realtà intravedere ben poco delle scarne serenate, sorta di ponte tra Vernon e Kozelek (“Love Or Lack Thereof”), che costituiscono l’ingrediente principale del disco.
Da un lato, un’uscita che poco sposterà degli equilibri mondiali del cantautorato – dall’altro l’ennesima conferma che spesso basta poco (o molto, a seconda dei punti di vista), non servono proclami o vicende personali particolari, per fare un disco sentito.
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07/08/2013