Cam Deas - Blind Chance

2010 (Present Time Exercises)
out-fingerpicking
Strappi violenti, conflagrazioni metalliche, aborti di melodie e storture febbricitanti: “Blind Chance” sembra tutto tranne che un disco di Cam Deas, uno dei tanti chitarristi che, negli ultimi anni, si stanno cimentando nella riscoperta dell’american primitive guitar. Per certi versi vicino all'ultimo lavoro di Bill Orcutt (del quale, comunque, manca la fondamentale componente blues), per altri assimilabile a un ipotetico connubio di Derek Bailey e il John Fahey meno lirico (ascoltare, per credere, la travagliata “Side B”), il nuovo lavoro di Deas rappresenta, pur nella sua altalena qualitativa, una boccata di aria fresca nell’ambito di una scena in cui troppi si lasciano irretire dal minimo accenno di “creatività”.

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